[Contemporanea] Murcof – The Versailles Sessions

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[Contemporanea] Murcof – The Versailles Sessions (2008) Welcome To Versailles – Louis XIV’s Demons – A Lesson For The Future, Farewell To The Old Ways – Death Of A Forest – Spring In The Artificial Gardens – Lully’s Turquerie As Interpreted By An Advanced Script http://www.murcof.comhttp://www.theleaflabel.com Attenzione. Il disco in questione non deve essere considerato

[Contemporanea] Murcof – The Versailles Sessions (2008)

Welcome To Versailles – Louis XIV’s Demons – A Lesson For The Future, Farewell To The Old Ways – Death Of A Forest – Spring In The Artificial Gardens – Lully’s Turquerie As Interpreted By An Advanced Script

http://www.murcof.com
http://www.theleaflabel.com

Attenzione. Il disco in questione non deve essere considerato come il seguito del precedente “Cosmos”, datato 2007. Ma è piuttosto un progetto speciale in attesa del prossimo album di Murcof.
“Martes” e “Utopia” avevano acceso i riflettori sulla contaminazione classica/elettronica prodotta da Fernando Corona. Poi con “Remembranza” l’artista messicano aveva toccato il suo apice.

In questo caso a Corona è stato commissionato un progetto per inaugurare una fontana nel Jardin du Roi, all’interno della residenza dei monarchi francesi parigina. Ha così registrato pezzi di Lully, Couperin e altri, suonati in modo tradizionale da musicisti specializzati in musica barocca del diciassettesimo secolo. Successivamente ha processato il materiale acustico registrato.

Qui troviamo pochissimi di quei beats sintetici che caratterizzano la sua produzione.
Certo. Anche qui troviamo il suo certosino lavoro sui samples di musica classica. Ma il suo lavoro è sicuramente emblematico di un percorso artistico che lo sta portando dritto dritto tra le braccia dell’avanguardia in quest’era digitale. Tutto già evidenziate dall’ultima parte dell’album più recente.

Attendiamo la prossima fatica che si intitolerà “Oceano”. Vedremo se questa esperienza rappresenterà un’ulteriore tassello per la deriva del suo suono. E se ci sarà come in questo caso un allontanamento dalla ritmica, per arrivare in territorio classico-contemporaneo.

Luca Freddi

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