[Crossover] Everlast – Love, War And The Ghost …

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[Crossover] Everlast – Love, War And The Ghost Of Whitey Ford (2008) Kill the emperor – Folsom prison blue – Stone in my hand – Anyone – Die in ‘yer arms – Friend – Everyone – Naked – Stay – Letters from the garden of stone – tuesday mornin’ – Throw a stone – weakness

[Crossover] Everlast – Love, War And The Ghost Of Whitey Ford (2008)

Kill the emperor – Folsom prison blue – Stone in my hand – Anyone – Die in ‘yer arms – Friend – Everyone – Naked – Stay – Letters from the garden of stone – tuesday mornin’ – Throw a stone – weakness – Dirty – The ocean – Let it go – Saving grace – My medicine – Let it go

Sito ufficiale dell’artista
Distribuzione

Si chiama “Love, war and the ghost of Whitey Ford” il nuovo lavoro di Everlast, il più poliedrico dei rapper che in quest’ album dà la riprova di saper mescolare ad arte pop, folk e rock creando un genere eclettico che sfugge alle categorizzazioni.
Il primo singolo estratto, “Folsom prisom blues” è una ironica cover dello storico pezzo di Johnny Cash, riarrangiato sulla base di “Insane the brain” dei Cypress Hill. Il risultato è un pezzo azzeccatissimo, che rende onore al più grande maestro della country-music potenziando ai massimi livelli le capacità canore del rapper. Ma non parliamo di certo dello stesso Everlast che rappava incazzato sulle note di “Jump around”. Erik Schrody è cambiato e parecchio.
La voce più profonda, più greve, si modella perfettamente alle melodie più calde e avvolgenti di questo lunghissimo album (19 pezzi), che riesce a spaziare morbidamente dal folk di “Stone in my hand” al trip-hop di “The Ocean” senza indecisioni e sbavature.  Il country-rock  di “My medicine” poi diverte, è frizzante, strappa un sorriso.
Insomma, ha voluto metterci un po’ di tutto in questo disco: ma se per molti artisti i mix selvaggi di generi e stili si rivelano quasi sempre un fallimento, per Everlast invece si tratta di un gran successo.

Valentina Lonati

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