[Dance Pop] Lady GaGa – The Fame Monster (2009)

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  Bad Romance – Alejandro – Monster – Speechless – Dance In The Dark – Telephone (ft. Beyonce) – So Happy I Could Die – Teeth http://www.ladygaga.com/http://www.universalmusic.it/ Se nessuno scaricasse musica, Lady GaGa sarebbe già una milionaria. Tale è stato il successo della giovane newyorkese che, fossimo ancora negli anni ’80, avrebbe rivaleggiato con Madonna.

 

Bad Romance – Alejandro – Monster – Speechless – Dance In The Dark – Telephone (ft. Beyonce) – So Happy I Could Die – Teeth

http://www.ladygaga.com/
http://www.universalmusic.it/

Se nessuno scaricasse musica, Lady GaGa sarebbe già una milionaria. Tale è stato il successo della giovane newyorkese che, fossimo ancora negli anni ’80, avrebbe rivaleggiato con Madonna.

I tempi cambiano, e Lady GaGa deve ‘accontentarsi’ di essere la star indiscussa dell’anno. Per cavalcare l’onda lunga del successo di The Fame (2008) e lanciare il nuovo tour, il disco di debutto viene riproposto con l’aggiunta di 8 nuove canzoni, disponibili anche come singolo EP. Posto che difficilmente tornerà un tormentone come ‘Poker Face’, le nuove tracce sono veramente solide e valide anche senza il vecchio album ad accompagnarle. Sono quasi tutte nello stile più consono a Lady GaGa (eurodance con sonorità tra anni ’80 e ’90) e pompano duro, anche se peccano di qualche ingenuità come l’intro un po’ esasperata e goffa del singolo ‘Bad Romance’ o qualche testo un po’ troppo gratuito (ormai dire di trombarsi tutto e tutti non fa più molto effetto).
Fanno eccezione il brit pop (!?) di ‘Speechless’ e una ‘Teeth’ in stile Christina Aguilera di Back To Basics. Il meglio ovviamente è dato dai pezzi che creano movimento, come il duetto con Beyonce. Anche se di dance si tratta, l’atmosfera è decisamente meno festaiola che in passato: il lungo periodo sotto i riflettori ha portato la bionda americana a cantare principalmente di storie d’amore finite male e del lato più oscuro della fama in generale.

Anche se di chiara operazione commerciale si tratta, rimane un disco ottimamente prodotto e divertente da mandare giù tutto d’un fiato. La storia di Lady GaGa continua…

Marco Brambilla

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