[Dance/Indie Pop] Kele – The Boxer (2010)

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http://www.iamkele.com/http://www.wichita-recordings.com/ The Boxer è il disco di esordio come solista di Kele Okereker, già leader dei paladini dell’indie targato seconda metà del decennio Bloc Party. Quando si ascolta il prodotto di un fuoriuscito da qualunque gruppo ci si aspetta già di trovare i chiari segni di un voluto distacco: The Boxer non smentisce questa premessa

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The Boxer è il disco di esordio come solista di Kele Okereker, già leader dei paladini dell’indie targato seconda metà del decennio Bloc Party. Quando si ascolta il prodotto di un fuoriuscito da qualunque gruppo ci si aspetta già di trovare i chiari segni di un voluto distacco: The Boxer non smentisce questa premessa perché, a partire da  Walk Tall che apre il disco, e per i successivi tre brani On the Lam, Tenderoni (primo singolo estratto) e The Other Side, Kele fa di tutto per farci capire che della chitarra e della batteria della sua  precedente band può fare a meno, così come anche delle malinconiche melodie e dei testi accorati che hanno caratterizzato e reso famosi i Bloc Party.

The boxer dunque per i primi quattro brani è un disco pop con ambizioni dance caratterizzato dalla cassa incalzante che deve solo far divertire e ballare, un disco che si presenta volutamente leggero ma che tuttavia tradisce una non ancora formata capacità di raggiungere l’obiettivo soprattutto con la poco riuscita The Other Side che  conclude questa prima sezione dell’album.
Da Everything you wanted in poi, Kele sembra perdere la voglia di dimostrare che da solo può utilizzare tutta la cassa che vuole e grazie alla sua voce spogliata dalle distorsioni della dance e alla bella melodia del brano ci regala il primo gioiello del disco. Unholy thoughts e All the things I could never say aggiungono valore a The Boxer: il primo è l’unico brano a ricordare davvero la storia musicale di Kele che sembra quasi autocitarsi dimostrando di essere ancora più a proprio agio nel territorio dell’indie che tuttavia dichiara di voler abbandonare; il secondo invece è una struggente ballata elettronica in cui la voce di Kele sovrasta tutto indicando una strada che potrebbe davvero valorizzare lo spessore dell’artista che si intravede in questo primo disco…ma non riesce ancora a trovare una coerenza espressiva tra la voglia di leggerezza della dance e la capacità di emozionare profondamente.

Claudia Piras

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