Dente Almanacco del giorno prima

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Dente non ha voluto perdere tempo, inaugurando questo nuovo anno immediatamente il primo di gennaio, con il suo nuovo singolo, "Invece Tu". Una canzone che ha il sapore delle cose di una volta pur mantenendo intatto lo stile dell'artista.

Dente non ha voluto perdere tempo, inaugurando questo nuovo anno immediatamente il primo di gennaio, con il suo nuovo singolo, “Invece Tu”. Una canzone che ha il sapore delle cose di una volta pur mantenendo intatto lo stile dell’artista. L’attesa per il sequel di “Io Tra Di Noi”, uscito nel 2011, iniziava a farsi pressante tra la folta schiera di fan che negli ultimi anni il cantautore fidentino ha saputo raccogliere.

Dente, prima ancora di essere un cantante e un autore, è un personaggio. Non me ne vogliano i suoi ammiratori, uso questo termine in senso assolutamente non denigratorio, ma è chiaro a chi ha avuto modo di vederlo esibirsi almeno una volta che non si può scindere la persona dalla sua musica. Questo è Dente, ovunque lo si collochi resterà tale, il classico caso in cui solitamente il pubblico risponde con amore o odio. Poche vie di mezzo. Il suo è uno stile ben preciso anche e soprattutto per questa sua volontà di indagare, riscoprire e reinterpretare tutto un repertorio musicale italiano passato, di cui non ha mai fatto segreto.
Faccio questa lunga premessa perché la ritengo necessaria per poter leggere (ascoltare) il nuovo album, “Almanacco Del Giorno Prima”. In questo lavoro, registrato tra le mura di una ex scuola elementare a Busseto (Parma), più che mai si apprezza il lavoro fatto sulla musica. Il disco suona estremamente caldo e ricco di suoni. Si trovano fiati, archi, marimbe, clavicembali, mellotron, organi, e un insieme di numerosi altri strumenti più o meno ricercati, eppure nessun pezzo suona pesante. È tutto molto leggero e delicato, in equilibrio. Purtroppo però le note positive terminano qui. Già perché, riallacciandomi all’introduzione, quello che viene meno all’interno dell’opera è proprio Dente. L’irriverenza, il gioco citazionista spesso ostentato, i testi sempre in bilico tra il nonsense e il geniale. Tutto questo e molto altro non si percepiscono. Manca la dolcezza amara, manca il mondo che eravamo abituati a scorgere dietro ad ogni frase.

Il disco è comunque piacevole e di pregiata fattura, i pezzi più riusciti a mio modo di vedere sono: “Fatti Viva”, “Coniugati Passeggiare”, “Gita Fuori Luogo”, “I miei pensieri” e “Viceversa”. I brani certamente più vicini alla scrittura cui Dente ci ha abituati in passato. È un disco che segna sicuramente un passaggio importante verso un’ulteriore maturazione, se ce ne fosse il bisogno, ma delude un po’ ciò che questo cammino lascia per strada.


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