Don Joe & Shablo – Thori & Rocce

Don Joe & Shablo Thori & Rocce Recensione /5
Era in principio, nel 1999, Fritz Da Cat con “950“. Poi, nel 2004, fu il momento di DJ Shocca con “60 Hz“. Due pietre miliari della storia dell’hip-hop in Italia; per i veri fanatici del genere, una storia da raccontare ai nipoti, senza alcuna ombra di dubbio: un beatmaker prepara dei tappeti sonori per gli

Era in principio, nel 1999, Fritz Da Cat con “950“.
Poi, nel 2004, fu il momento di DJ Shocca con “60 Hz“.

Due pietre miliari della storia dell’hip-hop in Italia; per i veri fanatici del genere, una storia da raccontare ai nipoti, senza alcuna ombra di dubbio: un beatmaker prepara dei tappeti sonori per gli mc’s più caldi del panorama italiano.

Thori & Rocce” è il presente ed il futuro del rap italiano: due beatmaker preparano tappeti sonori per gli mc’s più caldi a livello italiano, ma con una visibilità (quantomeno) di livello europeo, basti pensare alla collaborazione di Redman e Soprano sul remix del pezzo “Tranne Te” di Fabri Fibra tratto dall’album “Controcultura” del 2010. Il roster a disposizione dei producer è composto sia da vere e proprie leggende del rap italiano (Bassi Maestro, Chief, J. Ax, Tormento) sia dai migliori rapper degli anni duemila (Guè Pequeno, Jake La Furia, Marracash, Ensi, Fabri Fibra, Co’Sang, Dargen D’Amico, Noyz Narcos, Vacca) più qualche bella sorpresa (Duellz, Ted Bee, Entics, Fedez, Canesecco, Evergreen); questo dà la possibilità di far esprimere al meglio ogni rapper sulla base più congeniale al proprio stile, al proprio flow.

Sicuramente, trascinato dal singolo di lancio “Le Leggende Non Muoiono Mai“, il disco si impone come un ulteriore spartiacque soprattutto a livello di produzioni nel panorama musicale italiano; il sound dell’intero disco infatti è comparabile come qualità sonora a quello dei più grandi producer americani che, generalmente, sono chiamati in causa dai migliori rapper in circolazione. Ottime infatti le prove di Jake La Furia e Guè Pequeno sia nell’Anthem di apertura del disco, “Le Leggende Non Muoiono Mai”, che nelle tracce in cui compaiono in compagnia, rispettivamente, di Nex Cassel in “La Guerra Dei Poveri” e di Luchè ed Emiliano Pepe in “Senza Un Domani“. Marracash si esprime sempre al meglio in compagnia del fidato produttore Deleterio in “L’Ultimo Giorno Che Ho“, così come riescono a fare i Co’Sang in “Perché Posso“, che segna il netto passaggio dal rappare in dialetto napoletano ad una buona prova di rap in italiano, traccia ottimamente riuscita. Sicuramente un altro tra i pezzi degni di nota è “Vinci O Perdi” con la partecipazione di Fabri Fibra, canzone che si distacca leggermente dallo stile dell’ultimo disco per un back in the days che può arrivare sino ai tempi dell’EP “Lato & Fabri Fibra” sotto il nome di Uomini Di Mare. Buonissime prove anche per Entics (da poco online il nuovo singolo “Click” e presto fuori con l’album “Soundboy” per l’etichetta discografica dello stesso Fibra, Tempi Duri) e per il talento milanese Fedez (anch’egli passato ad una nuova etichetta, la Tanta Roba di Guè Pequeno e DJ Harsh); una nota di merito va anche data ad Evergreen ed al giovanissimo (classe ’94) Mixup che appare in “Guarda Bene” con Chief, Reverendo e Dargen D’Amico.

Nulla da invidiare dunque a tutte le uscite discografiche d’oltreoceano dell’ultimo periodo; un buon prodotto, un ottimo ascolto per l’estate ma con la possibilità di prolungare la longevità del disco grazie all’uscita di qualche altro singolo ben scelto, dato che, comunque, di perle nel cd ce ne sono.

Con la speranza che passi sempre meno tempo tra un disco del genere ed il successivo, in modo da creare un continuum temporale; nell’attesa godiamoci “Thori & Rocce”, che è davvero un gran bel lavoro.

Federico Croci

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