Drake Take Care

Drake Take Care Recensione /5
Drake sa il fatto suo, non c’è che dire. Con “Take Care” è arrivato al secondo album e nel frattempo è cresciuto e ha imparato, più di quanto già non lo sapesse fare, a muoversi con agio in ogni tipo di atmosfera. Da quelle più rarefatte e malinconiche di “Marvin’s Room” a quelle jazzate di

Drake sa il fatto suo, non c’è che dire. Con “Take Care” è arrivato al secondo album e nel frattempo è cresciuto e ha imparato, più di quanto già non lo sapesse fare, a muoversi con agio in ogni tipo di atmosfera. Da quelle più rarefatte e malinconiche di “Marvin’s Room” a quelle jazzate di “We’ll Be Fine” (con Birdman), passando per quelle più poppeggianti di “Take Care” o “Make Me Proud”, rispettivamente in coppia con Rihanna e Nicki Minaj.

La via che Drake trova negli accidentati territori dell’hip hop è del tutto personale, impreziosita da suggestioni pop, elettroniche e r’n’b, e l’artista riesce a raccontare senza banalità il proprio mondo personale, sconvolto dal successo ma tutto sommato tanto simile a quello di qualunque altro, tra storie di crescita, di amicizia e di amori più o meno fortunati. Quindi? Quindi tutto bene. “Take Care” è un album prodotto ad arte, ben rifinito, privo di sbavature e Drake se la cava egregiamente. Veramente, non c’è molto altro da dire. Ascoltatevelo che fate prima…

Marco Agustoni

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