Elio E Le Storie Tese L’Album Biango

4/5
Cinque anni sono un lunghissimo gap temporale tra un disco e l’altro. Ma è sopportabile, se il cantante o la band in questione si fa vedere e sentire attivamente in trasmissioni televisive e radiofoniche, meglio ancora se di stampo satirico.  Se, poi, il suddetto gruppo è garanzia di qualità e ha abituato il suo pubblico

Cinque anni sono un lunghissimo gap temporale tra un disco e l’altro. Ma è sopportabile, se il cantante o la band in questione si fa vedere e sentire attivamente in trasmissioni televisive e radiofoniche, meglio ancora se di stampo satirico.  Se, poi, il suddetto gruppo è garanzia di qualità e ha abituato il suo pubblico ad attese così lunghe, ripagandolo con album di ottima fattura, il problema non sussiste più. Questo è esattamente il caso degli Elio E Le Storie Tese.

Nell’ultima release l’Album Biango ritroviamo la creatività  e l’ironia che ha sempre contraddistinto la formazione milanese. Fra i brani meglio riusciti, sicuramente Dannati Forever, la canzone eliminata nella competizione di Sanremo fra le due presentate dal gruppo (l’altra, l’ormai famosissima Canzone Mononota, è anch’essa nella tracklist). Probabilmente troppo audace per il pubblico bon ton e bacchettone della kermesse, è un concentrato di immediatezza e irriverenza che ironizza sulla società e sui peccati mortali. Altro pezzo da novanta Complesso del Primo Maggio, che elenca spietatamente le varie tipologie di gruppi che si esibiscono nel concerto di Piazza San Giovanni: dal complesso tipo Bregovic, a quello tipo Linea 77 passando per Van De Sfroos, a ognuno viene appioppato un ruolo direttamente proporzionale all’orario dell’esibizione.

Degna di nota  Lampo, critica a chi esagera troppo con le fotografie (soprattutto ai concerti), e  gli intermezzi sono dei fiori all’occhiello: da Televisione russa, stralcio di un’ipotetica trasmissione russa che nomina Adriano Celentano, Toto Cutugno e gli EELST come concorrenti di Sanremo, a Lettere dal WWW, che narra di annunci di donne del’est Europa che cercano mariti italiani tramite “l’internet” e l’introduzione a Il Ritmo Della Sala Prove, dove si menzionano le figu tanto care agli aficionados di Elio, Faso, Cesareo, Rocco Tanica e Meyer (che compaiono per la prima volta nella canzone Adolescenti a Colloquio, Improvvisamente Tremoto contenuta nell’album di debutto dei nostri).

Nella tracklist troviamo canzoni già sentite in diverse occasioni: Enlarge Your Penis, che tratta dello spam, a Come gli Area (tributo all’omonima band, la quale suona in Reggia) per arrivare ad Amore Amorissimo, una canzone d’amore dalle sonorità anni ’70 (e già eseguita da Fiorello, come si intuisce dall’intro dove lo stesso showman inscena una querelle). Ultima sorpresa: al termine dell’ultima traccia, una ghost track di tutto rispetto: Rocco Siffredi che saluta tutto il gruppo dando un consiglio sulla già citata Mononota, dando poi spazio ad Elio che comincia a intonarne a cappella una versione  molto più lunga della durata di circa 10 minuti per poi concludere con un’outro strumentale di altri tre minuti.

Oltre a Siffredi e agli Area si vanta anche la collaborazione di Nek in tre versi della mononota e del magistrale Vittorio Cosma, autore di splendidi siparietti: è lui Carmelo, protagonista di uno degli intermezzi, trentacinquenne che ha ambizioni nel mondo dello spettacolo da quando era sedicenne che implora Maria di essere selezionato, ed è sempre lui il rompiballe che disturba Stefano Belisari (nome di Elio all’anagrafe) con le sue mail e i suoi progetti ne Il tutor di Nerone.

L’impressione generale è che ci troviamo davanti ad un disco che vanta diversi potenziali singoli, con un solo episodio non molto convincente:  Una Sera Con Gli Amici, col grande difetto di non spiccare mai il volo. Tutto sommato, sarebbe ingeneroso bocciare L’Album Biango solo per un pezzo sottotono rispetto gli altri (e che, comunque, è sopra la sufficienza). Al contrario, c’è solo da fare chapeau perché gli Elio e Le Storie Tese hanno riconfermato la loro vena pregna di genialità, dimostrando di essere più in forma che mai facendola in barba, in fatto di modernità e freschezza, a tutti quanti.

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