Enrico Ruggeri Le Canzoni Ai Testimoni

3.5/5
Enrico Ruggeri ha sempre cercato di non seguire i trend imperanti, costruendosi una credibilità e una carriera che ha sì vissuto di alti e bassi, ma che raramente ha scelto la strada più facile. “Le Canzoni Ai Testimoni” è un disco di duetti coraggioso e diverso dal solito, ovvero da quella solita formula che ha

Enrico Ruggeri ha sempre cercato di non seguire i trend imperanti, costruendosi una credibilità e una carriera che ha sì vissuto di alti e bassi, ma che raramente ha scelto la strada più facile. “Le Canzoni Ai Testimoni” è un disco di duetti coraggioso e diverso dal solito, ovvero da quella solita formula che ha oramai abbondantemente rotto le palle e che mai aggiunge qualcosa di interessante a progetti nati tanto per buttare fuori un altro album.

Dare visibilità a una scena indipendente e di nomi non conosciuti ai più (basti pensare che i più ‘noti’ possono essere considerati Boosta, Linea77 e L’Aura), lasciando carta bianca agli artisti nella rivisitazione di alcuni brani storici nella carriera di Ruggeri (anche di epoca Decibel) è sicuramente apprezzabile. Ascoltare Enrico lanciarsi in featuring su brani hardcore (“Tanti auguri” coi Linea), danzerecci (“Tenax” con i Serpenti), elettro (“Polvere” con Fluon) o più direttamente indie (“Pernod” con Dente) fa una bella impressione, fino al picco conclusivo (“Il lavaggio del cervello” con un grandioso Bugo) dove psichedelia e irrequietezza ridanno nuova vita a un pezzo vecchio ma dannatamente attuale.

Ascolto assolutamente consigliato per chi non si pone barriere di genere e vuole scoprire sonorità nuove, che omaggiano un’artista che è parte di rillievo della storia musicale del nostro paese.


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