Erlend Øye – Legao

erlend-oye-legao-recensione 3/5
Un disco non per tutti, ma per i fan potrebbe essere la colonna sonora di un interessante viaggio sensoriale.

Erlend Øye e Eirik Glambæk Bøe, ovvero i Kings Of Convenience, per anni hanno allietato noi romantici sognatori, incantati dalle melodie e dalle voci dolcissime di questi due Norvegesi. Da anni però non si hanno più molte notizie del duo. Molto attivo è invece Erlend, l’occhialuto nerd per intenderci, che negli ultimi anni non si è fermato un attimo continuando a scrivere, cantare e collaborare. L’eclettismo e la voglia di stupire non gli mancano affatto, riuscendo a sentirsi a suo agio scivolando in diversi generi, dal pop al folk all’elettronica, fino a ritmi più prettamente caraibici.

Questo è quello che accade nel suo secondo album da solista, “Legao”, che viene pubblicato 11 anni dopo la sua prima esperienza in solitaria.
Passando per la Norvegia, l’Italia (sua terra di origine e di residenza da oltre un anno) e l’Islanda (Paese d’origine della band reggae Hjalmar che lo ha accompagnato in questa avventura), le sonorità di questo disco approdano decisamente verso un territorio caldo, caraibico.
Le dieci tracce dell’album infatti cullano l’ascoltatore portandolo altrove rispetto alla stagione fredda che, anche se in ritardo, ci viene incontro. La sensazione è quella di quiete e tranquillità, in cui ritmiche reggae offrono larghi spazi alle melodie e alla voce di Erlend che come sempre è in grado di regalare emozioni. “Garota” è il pezzo più riuscito dell’intera opera, in cui si mischiano più influenze, un brano maturo che ha la capacità di traghettarci verso altre epoche musicali. “Bad Guy Now” vince per gli arrangiamenti, che anche in questo caso hanno la meravigliosa capacità di far viaggiare nel tempo l’ascoltatore. È un disco non per tutti, sicuramente ai più lascerà indifferenti o annoierà dopo le prime tracce. Ma per chi ama la voce di questo artista e vuole lasciarsi trasportare verso un approdo migliore, questo potrebbe sicuramente essere la colonna sonora di quel viaggio.


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