Ex Otago – Mezze Stagioni

/5
A quattro anni da “Tanti Saluti” torna la band genovese con il suo carico di adolescenza, quotidianità, malinconia, epica loser e amori. Dove sono stati tutto questo tempo? A lavorare, a registrare video fantastici (ad esempio “The rhythm of the night” di Corona), a suonare per lo stivale, a far diventare uno di loro (Pernazza)

A quattro anni da “Tanti Saluti” torna la band genovese con il suo carico di adolescenza, quotidianità, malinconia, epica loser e amori. Dove sono stati tutto questo tempo? A lavorare, a registrare video fantastici (ad esempio “The rhythm of the night” di Corona), a suonare per lo stivale, a far diventare uno di loro (Pernazza) un personaggio tv (il coniglio del Chiambretti Show). Poi hanno lanciato un insolito progetto di Azionariato Popolare tra i propri fan per autofinanziarsi la produzione del nuovo disco. Presi armi e bagagli sono andati in Norvegia, a Bergen, a registrare le nuove canzoni nello studio del produttore dei Kings Of Convenience, Davide Bertolini. Forse per fare il salto di qualità. Per tentare di fare ancor più del precedente album trainato dall’etichetta friulana Raitmaker mentre i “loro” Amari erano all’apice del successo in Italia con quel suono vintage colorato italico e la verve ridanciana.

Forse in questo disco non troveremo più le canzoni tormentone del loro esordio “Chestnut Time”. E’ cambiata anche la perizia tecnica e lo slancio emo si è sopito. La produzione ha un po’ smussato e levigato la loro scazzataggine contagiosa da palco. E ovviamente nei tredici pezzi si sente molto spesso riecheggiare quel pop morbido e leggero dalla musicalità tipicamente nordica dalle parti dei Kings Of Convenience (ma c’è anche qualcosa al gusto Phoenix).

Ritroviamo synth estivi, cori e chitarrine che inseguono spesso il ritornello perfetto e la melodia giusta. Buttandoci dentro sovente la loro ironia sgangherata (e saranno i pezzi più riusciti). Gli Ex Otago sono questo: semplicità al potere, pochi fronzoli, sguardo ironico ma sincero. Con tutto il loro mondo di amarcord citazionista (che può anche non piacere) tardo anni ’80, con la dance e i mille colori di una trasmissione di Seimandi.

Luca Freddi

Condividi.