Fedez Sig Brainwash L’Arte di Accontentare

1.5/5
Il 2013 è l’anno d’oro per l’hip hop italiano, grazie alle numerose uscite discografiche di rapper nostrani. Ennesima release a testimoniare il trend è quella di Fedez, al secolo Federico Leonardo Lucia, Sig Brainwash L’arte di Accontentare. Il terzo album del milanese, il primo prodotto dalla major Sony, prende il titolo da una provocazione non

Il 2013 è l’anno d’oro per l’hip hop italiano, grazie alle numerose uscite discografiche di rapper nostrani. Ennesima release a testimoniare il trend è quella di Fedez, al secolo Federico Leonardo Lucia, Sig Brainwash L’arte di Accontentare. Il terzo album del milanese, il primo prodotto dalla major Sony, prende il titolo da una provocazione non molto velata: Brainwash, infatti, è un artista famoso nel campo della street art che ha dimostrato di poter accontentare tutti, concezione sulla quale Fedez non è d’accordo. Un titolo con un concetto profondo, tuttavia, non è garanzia di canzoni originali ed innovative (nonostante le numerose collaborazioni, da J.Ax a Gue Pequeno passando per i Punkreas).

All’interno del disco il filo conduttore è una serie di cliché legati alla figura di chi fa rap: ragazzi ribelli che criticano la società e ci sputano sopra, che parlano di vita difficile e descrivono il complicato universo femminile in modo non sempre decoroso. La cosa drammatica è che i testi sanno maledettamente di già sentito, rasentando la parodia. E poi, parliamoci chiaro, per quanto Milano possa avere i suoi angoli malfamati, è fantascienza parlarne come se si fosse costretti a vivere da fratelli del ghetto.

Musicalmente, gli unici due momenti degni di nota sono Sembra Semplice, featuring con J.Ax, dove l’ex Articolo 31 fa rimpiangere il periodo in cui dilagava lo Spaghetti Funk  - rap un po’ all’acqua di rose, è vero, ma che era una ventata d’aria fresca – e Cigno Nero, ballad resa magica dalla bravissima Francesca Michielin. Il premio peggior collaborazione va a Alfonso Signorini Eroe Nazionale, brano che vede la partecipazione di Elio: banale come poche cose al mondo e talmente assurdo da poter esser inserito in una compilation trash/kitsch (Elio, una sola domanda: perché l’hai fatto???).

Un discorso a parte lo si deve riservare alle basi: togliendo la parte rappata, si possono scorgere delle interessanti soluzioni synth, quali quella di Polaroid o Psichedelico che, però, non vengono assolutamente valorizzate. Tutto il resto è un concentrato di ripetitività, volgarità e luoghi comuni di cui il mondo hip hop non ha per nulla bisogno.

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