Giuliano Dottori, L’Arte della Guerra Vol. 1

giuliano-dottori-arte-della-guerra-vol-1-recensione-2014 3.5/5
Un album dolce ma non privo di storie in cui perdersi, da ascolte e riascoltare. Un’ennessima ottima prova da parte del talentuoso cantuatore milanese in attesa di un Vol. 2, auspicabilmente all’altezza delle rinnovate aspettative.

“L’Arte Della Guerra Vol. 1″, si capisce fin dal titolo, è parte di qualcosa di più grande e non ancora completo. In senso più stretto e artistico il riferimento è ad un Vol. 2 che probabilmente non tarderà ad arrivare. In senso più ampio, invece, il riferimento è a tutto il percorso di maturazione che ha coltivato Giuliano Dottori in questi 4 anni di assenza.

Il risultato è un album che per volontà stessa dell’autore cammina su un sentiero definito ma fragile. È il risultato di anni di cambiamenti, l’elaborazione di un lutto, un’esigenza artistica nata e cresciuta senza fretta e probabilmente senza un vero obiettivo. Non è una critica, anzi, è una piacevole constatazione di dinamismo. Non è un punto di arrivo ma un importante tappa nella quale Giuliano Dottori si mostra più ispirato che mai.
Le 8 tracce ispirate alla famosa opera di Sun Tzu si muovono in costante equilibrio tra futuro e passato, mantenendo inalterata la cifra stilistica dell’autore, ormai ben definita negli anni, pur approdando verso nuovi temi. Anche solo leggendo i titoli dei brani si capisce che è un album segnato dal viaggio, dal movimento continuo e dal rapportarsi con ciò che c’è fuori da noi: “Quando Tornerai A Casa”, “Le Vite Degli Altri”, “La Nave”, “Occhi Dentro Gli Occhi”.
Un percorso concettuale che guida l’ascoltatore lasciandolo in balia delle parole ispirate di Dottori e della sua musica armoniosa, a volte quasi un sottofondo. Due grandi singoli, “Le Vite Degli Altri” e “I Fiori Muoiono Quando Ci Rattrista Perderli”, hanno anticipato l’album uscito il primo di aprile. Oltre a questi brani gli episodi più significativi del disco sono senza dubbio “Quando Tornerai A Casa” e “Estate #1107”.

Un album dolce ma non privo di storie in cui perdersi, da ascolte e riascoltare. Un’ennessima ottima prova da parte del talentuoso cantuatore milanese in attesa di un Vol. 2, auspicabilmente all’altezza delle rinnovate aspettative.


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