[Hip Hop] Timbaland – Shock Value II (2009)

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  Intro (ft. DJ Felli Fel) – Carry Out (ft. Justin Timberlake) – Lose Control (ft. JoJo) – Meet In Tha Middle (ft. Bran’Nu) – Say Something (ft. Drake) – Tomorrow In The Bottle (ft. Chad Kroeger & Sebastian) – We Belong To Music (ft. Miley Cyrus) – Morning After Dark (ft. Nelly Furtado &

 

Intro (ft. DJ Felli Fel) – Carry Out (ft. Justin Timberlake) – Lose Control (ft. JoJo) – Meet In Tha Middle (ft. Bran’Nu) – Say Something (ft. Drake) – Tomorrow In The Bottle (ft. Chad Kroeger & Sebastian) – We Belong To Music (ft. Miley Cyrus) – Morning After Dark (ft. Nelly Furtado & SoShy)  – If We Ever Meet Again (ft. Katy Perry) – Can You Feel It (ft. Eshtero & Sebastian) – Ease Off The Liquor – Undertow (ft. The Fray & Eshtero) – Timothy Where Have You Been (ft. Jet) – Long Way Down (ft. Daughtry) – Marching On (Timbo Version) (ft. One Republic) – The One I Love (ft. Keri Hilson & D.O.E.) – Shymphony (ft. Attitude, Bran’Nu & D.O.E.)

http://www.timbalandmusic.com/
http://www.universalmusic.it/

Che Timbaland sia uno dei produttori più influenti degli ultimi dieci anni è innegabile. Che sia riuscito a creare un sound personale, pure. Questo però non basta a giustificare il suo nuovo mattone. A partire dal successo planetario con Justin Timberlake e Nelly Furtado, il produttore di Virginia Beach è rimasto intrappolato in una spirale di collaborazioni illustri (Madonna, Duran Duran, Pussycat Dolls, Chris Cornell e mille altri) che non hanno fatto altro che fossilizzare il suo sound.

A due anni distanza dal comunque godibile Shock Value, sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di diverso, magari un’anteprima di sonorità nuove per i prossimi 10 anni. E invece già l’intro con il jingle del THX e gli effetti del Commodore64 fa capire che le cose stanno per andare male. Ecco una lunga e noiosa parata autocelebrativa di tutti i cliché di Timbaland: i suoi loop e i suoi beat sono sempre gli stessi, le canzoni non hanno la minima consistenza, qualche sintetizzatore buttato dentro, fastidioso autotune e i suoi versi ormai snervanti (friki friki, oooohhhhh, eeeeeehhhh e così via).

Il disco è ovviamente costruito intorno agli ospiti, ma questo si rivela, incredibilmente, il vero tallone d’Achille. Addio Dr.Dre, Missy Elliott, 50 Cent, benvenuti emeriti sconosciuti. Fanno una fugace apparizione Timberlake e Nelly Furtado, ma sono al minimo sindacale (e come diavolo canta Timbaland nel singolo ‘Morning After Dark’???). Il limite della sopportazione lo si raggiunge quando Timbaland flirta con visi pallidi di successo dell’ultim’ora, per evidenti ragioni di mercato. I pezzi con Miley Cyrus e Katy Perry imbarazzano da quanto sono poveri, gratuiti e scontati. Pure ‘Undertow’ con i The Fray e ‘Marching On’ con i OneRepublic sembrano patetici tentativi di buttare dentro una band di bianchi da classifica per replicare il successo di ‘Apologize’. Curiosamente, i momenti ‘meno peggiori’ sono la partecipazione su ‘Tomorrow In The Bottle’ del cantante dei Nickelback e il remake di ‘Timothy Were Have You Been’ dei Jet. E quando sul disco di un nero le parti migliori le fanno i bianchi, allora si capisce che tutto è perduto.

Niente emozioni, niente stile, poco fuoco, tanto riciclo. Urge un cambiamento in casa Timbaland.

Marco Brambilla

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