Hysterical Sublime Colour

3.5/5
Quattro canzoni per offrire un saggio della propria tavolozza, per aiutarci ad affrontare il sublime e isterico divenire, sempre più veloce e schizoide, eppure ancora umano.

Da Palermo gli Hysterical Sublime hanno da poco dato alle stampe il loro EP di debutto, “Colour”. Sebbene l’idea artistica della band abbia origini addirittura filosofiche – il nome è infatti tratto da una delle principali opere dello psicanalista sloveno Slavoj Zizek – l’ascolto dei quattro brani, di cui si compone questo dischetto, non richiede particolari presupposti logici o metafisici.

Trattasi infatti di un pop liquido e cristallino, il cui centro gravitazionale sta nel suono del violoncello di Angelo Di Mino, anche autore e cantante. Da qui si irradia una girandola sonora che mescola e amalgama i diversi colori delle sonorità e dei generi: l’electro-rock manieristico di “Colour”, il sound 80’s e new wave di “Gimme” – in cui più di qualcuno potrebbe intercettare echi degli Smiths; la dance oscura di “Control”, su cui fluttua il falsetto vocale à la Thom Torke; e “Where”, cui è affidato il compito di sublimare l’arcobaleno dei colori in una traccia distensiva e accomodante, per chiudere con la dolcezza tipica di alcuni brani dei Coldplay.

Quattro canzoni per offrire un saggio della propria tavolozza, per aiutarci ad affrontare il sublime e isterico divenire, sempre più veloce e schizoide, eppure ancora umano.

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