[Indie Pop] Ting Tings – We Started Nothing (2008)

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  Great dj – That’s not my name – Fruit machine – Traffic light – Shut up and let me go – Keep your head – Be the one – We walk – Impacilla carpisung – We started nothing http://www.myspace.com/thetingtingshttp://www.thetingtings.com/http://www.sonybmg.it/ Un po’ confuso ma sicuramente di grande effetto, “We started nothing” va a ribadire l’inesorabile

 

Great dj – That’s not my name – Fruit machine – Traffic light – Shut up and let me go – Keep your head – Be the one – We walk – Impacilla carpisung – We started nothing

http://www.myspace.com/thetingtings
http://www.thetingtings.com/
http://www.sonybmg.it/

Un po’ confuso ma sicuramente di grande effetto, “We started nothing” va a ribadire l’inesorabile processo di commercializzazione dell’indie-pop di stampo britannico. Con un piglio da star navigate, i “Ting Tings” dimostrano di aver capito bene il sistema di compromessi che è conditio sine qua non di un album che possa essere apprezzato sia dalle critiche giornalistiche che da un pubblico non proprio originalissimo.

“Great dj” fa da apripista, diverte, ottima soundtrack per una festa, ormai è tormentone. La carica continua con la rabbia neo punk di “That’s not my name”. Solo la batteria a dare ritmo alle urla incazzate di Katie. Un po’ Blondie, un po’ Peaches.
È “Traffic Light” che stupisce: l’ugola di Katie si fa sottile, delicata, accarezza il ritmo dolce della triste melodia: “let’s not have a breakdown, not another breakdown, you’re on your own, a long way from home, let’not have another breakdown”. Tempesta romantica che viene spazzata via dai pruriti dance di “Shut up and let me go”, qualcosa di già sentito che lascia perplessi. Bruttina.
Con “Be the one” poi si cambia completamente mood, il duo rivela la propria passione per la new wave Talking Headsiana: sintetizzatori usati con metodo e atmosfera rarefatta come da copione. Non si può proprio dire che gli anni 80 li abbiano lasciati indifferenti, come rivela anche l’ultimo pezzo “We started nothing”.

Insomma, nell’accozzaglia di stili e generi, almeno l’idea di fondo c’è. Ed è quella di non aver inventato nulla di nuovo. Ci voleva forse un po’ di azzardo in più, un pizzico di ambiziosa ingenuità che caratterizza di solito le band di giovane formazione. La grinta però ce l’hanno, ed è questo che conta no?

Valentina Lonati

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