[Indie Rock/Ska] Still Flyin’ – Never Gonna Touch …

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  [Indie Rock/Ska] Still Flyin’ – Never Gonna Touch The Ground (2009) Never Gonna Touch The Ground – Following The Itinerary – Forever Dudes – Good Thing It’s A Ghost Town Around Here – Act Of Jamming – The Hott Chord Is Struck – No Go Kart Ideas – Haunted Houses – Dead Memory Man

 

[Indie Rock/Ska] Still Flyin’ – Never Gonna Touch The Ground (2009)

Never Gonna Touch The Ground – Following The Itinerary – Forever Dudes – Good Thing It’s A Ghost Town Around Here – Act Of Jamming – The Hott Chord Is Struck – No Go Kart Ideas – Haunted Houses – Dead Memory Man – Ginkgo Biloba – Aerosmith, Take Me To The Other Side

http://www.myspace.com/stillflyin

http://www.moshimoshimusic.com

Gli Still Flyin’ provengono da San Francisco e sono in 15. Per il momento, dato che si tratta di un collettivo aperto dal numero di membri variabile. Quest’attitudine di accettazione estesa si riverbera pienamente nella loro musica, che tende al crossover totale fra stili musicali, colori strumentali e influenze di ogni sorta. Tanto che nell’indie rock ci entrano un po’ forzatamente, dato che “Never Gonna Touch The Ground”, loro primo album, è un tripudio di fiati ska, tempi in levare, lenti ritmi rocksteady che spesso trasmutano in veri e propri incisi reggae, cori femminili e sfumature funky dettate dal basso. Un’idea della musica quale inesauribile occasione per far festa e stare in allegria, uno stato d’animo ultra rilassato che non smette di esser tale anche quando l’atmosfera si fa leggermente più intensa e affiorano chitarre guizzanti e funk bianco che sa di Talking Heads e nevrosi metropolitana, perché subito dopo arriva la sezione fiati a far tornare la spensieratezza (Haunted). Lievi note che s’irradiano da un’imprecisata isola caraibica: il disco potrebbe esser sintetizzato così.

Però qua è davvero tutto troppo lieve e pacificato. Al punto che dopo un paio di ascolti, ripensandoci, non trovi quasi nulla che ti sia rimasto impresso e che ti faccia venir voglia di riprendere in mano il disco. Nessun brano è sgradevole o suonato male, ma è anche vero il contrario; nessun brano è davvero coinvolgente e divertente come vorrebbe essere. E questo è un grosso limite, per una band che fa del “party in musica” un emblema e un modello da perseguire. Forse “Never Gonna Touch The Ground” funzionerebbe meglio sorseggiando una piña colada all’ombra di una palma, ma in un contesto più quotidiano annoia molto in fretta.

Stefano Masnaghetti

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