Jennifer Lopez – Love?

Jennifer Lopez Love Nuovo Album /5
Ne è passata di acqua sotto i ponti da “Jenny From The Block” e, in generale, da tutta la dominazione Latino/Miami su MTV di fine secolo (J.Lo, Ricky Martin, Iglesias -ce n’erano ben DUE-…); è ora un incubo del passato, tipo la guerra fredda. Jennifer in particolare ne deve avere avuti di incubi negli ultimi

Ne è passata di acqua sotto i ponti da “Jenny From The Block” e, in generale, da tutta la dominazione Latino/Miami su MTV di fine secolo (J.Lo, Ricky Martin, Iglesias -ce n’erano ben DUE-…); è ora un incubo del passato, tipo la guerra fredda. Jennifer in particolare ne deve avere avuti di incubi negli ultimi anni: carriera cinematografica discutibile e carriera musicale in stallo con dischi che non decollavano manco grazie all’aiuto del marito Marc Anthony. E’ giunto il momento della rivincita? Forse, quasi.

Jenny guida la nuova stagione di American Idol in compagnia di Steven Tyler, quale miglior occasione per lanciare un disco già pronto ma che non voleva nessuno? Ce la vediamo J.Lo, in riunione coi produttori, a dire:”Oi raga, qua devo tornare nel giro: fuori tutto quello che mi sono persa negli ultimi 5 anni”. Ecco quindi un disco di dance pop contemporaneo, pieno di elettronica e con un po’ di R&B, che scimmiotta gli stili degli artisti più commerciali. C’è da dire che il disco scorre veloce e senza pause riflessive, tenendo sempre alto il ritmo…ma in generale suona tutto come già sentito. Per riuscire ad avere il singolone (On The Floor) ha chiesto aiuto a Pitbull (il party boy più tamarro del momento, già sfruttato a dovere da Enrique Iglesias e Shakira), andando a dissotterrare la Lambada senza che nessuno ne sentisse davvero il bisogno. Poi c’è il pezzo alla Black Eyed Peas (Good Hit), il pezzo alla Rihanna (I’m Into You), il pezzo alla Lady Gaga (Invading My Mind), il pezzo alla Timbaland…con addirittura un plagio clamoroso di Nelly Furtado (“(What Is) Love?” vs “All Good Things (Come To An End)”). Jenny sostiene di aver basato il disco su tutte le sue esperienze in campo affettivo; bisogna però fare una bella sospensione di incredulità per sentirla cantare come una single disperata che ha già passato tre San Valentino da sola… un po’ come successe per “My Love Don’t Cost A Thing”.

Insomma, un disco coatto e ruffiano che non regge coi suoi tormentoni del passato ma che può darle giusto la linfa, l’energia e la visibilità di cui attualmente ha bisogno. “On The Floor” la sentiremo tutta l’estate, sicuro.

Marco Brambilla

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