Koiné Come Pietre

3/5
Tra le band più interessanti della Ferrara di oggi, un posto di spicco spetta ai Koiné. Gruppo prodotto dall’etichetta indipendente Alka, si sta facendo strada con un buon seguito di pubblico ed ora con il secondo album, “Come pietre” che segue anche idealmente il precedente “Il rumore dei sassi”del 2011. Molto ben registrato e dal

Tra le band più interessanti della Ferrara di oggi, un posto di spicco spetta ai Koiné. Gruppo prodotto dall’etichetta indipendente Alka, si sta facendo strada con un buon seguito di pubblico ed ora con il secondo album, “Come pietre” che segue anche idealmente il precedente “Il rumore dei sassi”del 2011. Molto ben registrato e dal suono “presente”, il lavoro mostra una band affiatata (Stefano Sardi, voce e tastiere; Gabriele Guerzoni, chitarre; Massimiliano Lambertini, basso; Alessandro Biavati, batteria) che percorre un pop rock ricco di soluzioni originali e con testi personali, forte di un brano spiccatamente radiofonico come “La ballata dei panni sporchi” (da cui è stato tratto anche un divertente video) e le venature poetiche del testo di “Segui la notte”.

Significativi anche la title-track e “Freddo fuori”, mentre la cover di “Se telefonando” di Mina paga inevitabilmente il confronto con la versione dei Delta V. Sono brani che, come spiegano i componenti della band “raccontano di emozioni e sentimenti che si ha l’incapacità di mostrare ma che, inevitabilmente, tornano in superficie”. Sarà successo? Ai posteri l’ardua sentenza. Da parte nostra osserviamo che, alla lunga, il cantato di Sardi risulta un po’ dolciastro e finisce con l’assomigliare pericolosamente a quello di Nek. Forse un approccio maggiormente rock e ruvido avrebbe giovato all’economia del disco, ma questa è – come sempre – un’opinione personale.


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