Lady Gaga ARTPOP

Lady-Gaga-artpop-recensione 2/5
Mamma mia che palle il nuovo di Lady Gaga. Tra i dischi più attesi dell’anno, crolla sotto il peso delle aspettative e non riesce a colpire nel segno. Sia ben chiaro, la Germanotta non ha sparato fuori un comodo e svogliato album di avanzi per fare facile cassetta; lei è una fan della musica al

Mamma mia che palle il nuovo di Lady Gaga. Tra i dischi più attesi dell’anno, crolla sotto il peso delle aspettative e non riesce a colpire nel segno. Sia ben chiaro, la Germanotta non ha sparato fuori un comodo e svogliato album di avanzi per fare facile cassetta; lei è una fan della musica al 100%, crede in tutto quello che fa e cerca di farlo al meglio. Solo che a questo giro ha fatto anche troppo: mezza dozzina di produttori e autori hanno tirato fuori 15 pezzi di dance ed elettropop cercando di buttarci dentro più roba possibile ma ottenendo un risultato che non ingrana mai davvero.

C’è un sound bello grosso sì, ci sono tante influenze dall’elettronica più moderna ed aggressiva, rimangono i ritornelli melodici…se si volesse fare una marchetta si potrebbe scrivere del ‘classico Gaga-sound’…ma la verità è che rimane una cosa sola: LA NOIA. Le canzoni di Gaga sono diventate come il suo guardaroba: alla prima puoi anche pensare che sia geniale e controtendenza, alla seconda ti fai una risata, poi ti rompi le scatole. Schiava del proprio sound offre un cd che sembra una pallida caricatura: manca il divertimento, mancano i TORMENTONI. Ti sembra una cazzata scrivere una “Alejandro”? Una “Poker Face”? Col cazzo. Pezzi immediati, divertenti, letali per tutta l’estate.

Qua non c’è niente di simile. Il singolo di punta, “Applause”, è il meglio…il che è tutto dire (ed è stato scritto da OTTO persone, non immaginate quanto mi facciano andare in bestia queste cose). No, non c’è la tanto anticipata ‘svolta hip hop’: ci sono una collaborazione con una paio di rappers (“Jewels ‘n Drugs”)  e il secondo singolo (“Do What U Want”) con R.Kelly a cambiare un po’ il sound…ma non smuovono certo le acque. Piuttosto rimangono in testa, in senso negativo, solo gli episodi più pacchiani, come il pezzo dedicato alla Versace, quello dove tira in mezzo i porci e quell’altro dove elenca i pianeti del sistema solare.C’è pure il brano dove fa i Def Leppard sotto mentite spoglie (“Manicure”, srsly?) e l’obbligatorio lentone (“Dope”) fatto apposta per ricordarci che Gaga, se vuole, può anche tirare fuori la voce. Auguri a trovare la voglia di arrivarci svegli.

Non riesce a colpire neanche tirando in mezzo sulla stessa traccia (“Fashion!”) due titani come David Guetta e will.i.am, e se non è un segno questo… Potrà anche cercare di rimanere a galla a colpi di video pazzi, esibizioni scandalose e guardaroba extraterrestri…ma è meglio che ritrovi al più presto l’ispirazione, altrimenti qui si affonda.

Marco Brambilla


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