[Latin Rock] Negrita – Helldorado (2008)

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  Radio Conga – Il libro in una mano, la bomba nell’altra – Malavida en Bs.As. – Soy taranta – Gioia infinita – Il ballo decadente – Muoviti! – Che rumore fa la felicità? – Salvation – Ululallaluna – Notte mediterranea – Brother Joe – Radio Conga (Afroblues version) Sito ufficiale della band Etichetta discografica

 

Radio Conga – Il libro in una mano, la bomba nell’altra – Malavida en Bs.As. – Soy taranta – Gioia infinita – Il ballo decadente – Muoviti! – Che rumore fa la felicità? – Salvation – Ululallaluna – Notte mediterranea – Brother Joe – Radio Conga (Afroblues version)

Sito ufficiale della band
Etichetta discografica

I Negrita arrivano con “Helldorado” al loro ottavo disco. Questo lavoro segue le linee iniziate con il precedente “L’uomo sogna di volare” e le valorizza riuscendo a fondere il caldo rock italiano, a cui i Nostri ci hanno abituato, con sonorità mediterranee, ska e brasiliane.

Non a caso questa volta è della partita anche il musicista siciliano Roy Paci, che appare infatti in ben cinque tracce del disco. Ne nasce una miscela sonora coinvolgente e riflessiva, grazie ai testi mai banali di Pau: dall’apertura con “Radio Conga”, un grido d’aiuto lanciato dall’Africa al resto del mondo che va avanti fregandosene di tutto se non di se stesso, passando per “Il ballo decadente”, uno sguardo derisorio ma partecipe della squallida politica italiana, fino a “Il libro in una mano, la bomba nell’altra”, un rock-ska contro l’ipocrisia generale di chi si professa pacifista e manda ragazzi a morire in guerra; veramente riuscite e trascinanti “Salvation” e “Ululallaluna” ritratto del sexy macho latino, e l’ultima traccia “Brother Joe” dedicata al defunto leader dei Clash Joe Strummer. Momenti di pausa col tango ritmato di “Soy Taranta” e “Gioia infinita”, ballata dal sapore reggae purtroppo lontana da quelle rock quali “Hemingway” e “Ho imparato a sognare”. L’unica nota negativa è rappresentata dal singolo “Che sapore ha la felicità?” con un ritornello banale e che non descrive la vera essenza del disco.

Chi aveva cominciato a storcere la bocca con “Rotolando verso sud” e “Mother”, non apprezzerà il proseguo stilistico di “Helldorado”; chi invece sa godersi la musica senza pregiudizi, suonata alla grande e con testi che fanno muovere il cervellino (che qualcuno ci vuole spegnere, ndr) ha trovato il proprio disco.

Grazie a Renato Ferreri

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