Laura Pausini Inedito

Laura Pausini Inedito recensione  /5
L’ha detto lei stessa presentando il disco: queste canzoni sono un’evoluzione, una crescita, ma non rappresentano una svolta nel suo modo di intendere la musica. Sono quello che è ed è sempre stata Laura Pausini. Questo non significa che siano ‘la solita roba’: sono ben fatte, ben scritte (autori di prim’ordine tra cui Niccolò Fabi,

L’ha detto lei stessa presentando il disco: queste canzoni sono un’evoluzione, una crescita, ma non rappresentano una svolta nel suo modo di intendere la musica. Sono quello che è ed è sempre stata Laura Pausini. Questo non significa che siano ‘la solita roba’: sono ben fatte, ben scritte (autori di prim’ordine tra cui Niccolò Fabi, un’icona come Ivano Fossati, su tutti ancora una volta Niccolò Agliardi), e come sempre interpretate alla grande. L’evoluzione, sempre secondo Laura, non sta nello stravolgere se stessi ma nel perfezionare la propria strada, ed è quello che ha fatto con questo disco.

Dove spunta anche un po’ di rock: nel duetto con Gianna Nannini nel brano “Inedito“, una delle canzoni meglio riuscite del disco – meriterebbe di diventare un singolo – e anche nel brano “Ognuno ha la sua matita“. In questo album scopriamo che anche l’altra Pausini, Silvia (sorella di Laura), sa cantare: ascoltate il duetto “Nel primo sguardo“. Nel complesso, questo è un disco rassicurante – non necessariamente deve essere considerato un difetto – e molto efficace e, cosa che più conta, convincente.

Francesca Binfarè

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