Leonard Cohen Old Ideas

3.5/5
Una poetica senza tempo. I pensieri e le riflessioni di Leonard Cohen diventano musica e linfa per il suo dodicesimo disco. “Old Ideas” è la nuova raccolta d’inediti dell’artista canadese alle soglie degli ottanta. Età che incide inevitabilmente sulla produzione testuale. “Non ho nessun futuro, so che i miei giorni sono pochi”, recita in “Darkness”. 

Una poetica senza tempo. I pensieri e le riflessioni di Leonard Cohen diventano musica e linfa per il suo dodicesimo disco. “Old Ideas” è la nuova raccolta d’inediti dell’artista canadese alle soglie degli ottanta. Età che incide inevitabilmente sulla produzione testuale. “Non ho nessun futuro, so che i miei giorni sono pochi”, recita in “Darkness”.  Come a voler fotografare, su queste note, una maturità sopraggiunta. Ma l’album non è un’amara consapevolezza del presente. All’incedere inesorabile del tempo, il cantautore risponde con la giusta dose di humor e soprattutto “con il ritmo”.

Tutto ruota intorno alla sua voce calda e profonda. Corde e cori, mai invadenti, accompagnano un’interpretazione unica, tra il recitato e il cantato. Lo stile è oscuro, cupo e fa da sfondo a esecuzioni solenni appena sussurrate. Elementi che, cuciti insieme, creano un’opera elegante e discreta. Nel corso delle dieci tracce che compongono l’album, Cohen si confronta con l’amore, la sessualità, la perdita, il perdono, la spiritualità e la morte. Vecchie idee che ruotano intorno alla mente di un “pigro bastardo che vive nel suo abito”.

Riccardo Rapezzi


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