Maroon 5 Overexposed

2.5/5
I Maroon 5 con “Overexposed” gettano la maschera. Dopo la mezza delusione del precedente Hands All Over (2010), prodotto da Mutt Lange, la band americana si è salvata in corner grazie al singolazzo “Moves Like Jagger”. Capito che per campare hanno bisogno dei singolazzi di cui sopra, rinunciano a far finta di essere un gruppo e

I Maroon 5 con “Overexposed” gettano la maschera. Dopo la mezza delusione del precedente Hands All Over (2010), prodotto da Mutt Lange, la band americana si è salvata in corner grazie al singolazzo “Moves Like Jagger”. Capito che per campare hanno bisogno dei singolazzi di cui sopra, rinunciano a far finta di essere un gruppo e si buttano tra le braccia di un plotone di produttori e autori. Qua non si fa musica, questi sono prodotti, qua si cerca di copiare la formula della Coca Cola e di offrirti una nuova bibita fresca. Cioè, tipo, “Somebody To Love” è una (1) canzone e l’ha scritta una (1) persona, vedi Freddie Mercury; “Payphone”, uno dei singolazzi dei Maroon 5, è stato è stato scritto da sei (6) persone e non è una canzone, è un prodotto. Ok, il paragone è impietoso, però fa pensare come una band comunque promettente abbia dovuto ripiegare su tanto aiuto esterno per stare a galla (hanno pure assoldato il tipo dei One Republic, per dire). Volevano le hit facili? Le hanno avute, e alla grande.

Il disco parte e le tira tutte di fila: il reggaetino di “One More Night”, la strappamutande “Payphone” e “Daylight” che potrebbe benissimo essere un pezzo di Katy Perry. Dal soft rock si sposta tutto sul pop-dance-upbeat e non c’è un suono uno che sia naturale: è tutto plastificato, autotunato, triggerato, per essere il più radio-friendly e contemporaneo possibile. Secondo me qualcuno li ha trattenuti, sennò erano capaci pure di infilarci del dubstep, tanto per metterci tutto quello che tira oggigiorno. Inutile fare i palati fini o fare i processi alle intenzioni: tutti prima o poi un giro dal Mc Donald’s se lo fanno. I Maroon 5 giocano la carta da corporation whores ma rimangono nel giro di MTv e nelle teste delle teenager.

Marco Brambilla


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