Missincat Wow

missincat wow recensione /5
Partiamo in bomba con le due cose di “Wow” che più fan storcere il naso: la prima, la più scontata, è l’aver scelto un titolo troppo simile (leggasi: identico) a quello dell’ultima pubblicazione dei Verdena. L’altra, con la quale ci si potrà scontrare solo ascoltando l’album, è che la collaborazione con Dente su “Capita“, l’unica

Partiamo in bomba con le due cose di “Wow” che più fan storcere il naso: la prima, la più scontata, è l’aver scelto un titolo troppo simile (leggasi: identico) a quello dell’ultima pubblicazione dei Verdena. L’altra, con la quale ci si potrà scontrare solo ascoltando l’album, è che la collaborazione con Dente su “Capita“, l’unica canzone in italiano, è la classica occasione sprecata. Niente da dire sul buon Giuseppe Peveri, sempre indiscutibile.. qualche riserva però su Missincat (nome d’arte di Caterina Barbieri), che, cantando nella sua lingua madre, sembra aver smarrito tutto lo smalto mostrato nelle undici tracce precedenti.

Sì, perché a parte questa parentesi “Wow” è un ottimo disco, figlio di una genesi iniziata con la pubblicazione di “Back on my feet” due anni fa, e fatta di diversi attestati di stima, pochi in Italia e tanti dall’estero, come in quella Germania che ha deciso di adottarla nella cosmopolita Berlino. Il secondo lavoro di Missincat è come una scatola di dodici lecca lecca: l’atmosfera che si respira è quella dell’infanzia e della primissima adolescenza, fatta di spensieratezza e di easy living. Sarà un caso, ma l’evoluzione dei brani sembra seguire un crescendo tipico della crescita stessa, con l’inizio più infantile (come nell’iniziale “Wide Open Wings“) fino a momenti più impegnati e adulti. A supporto della voce di Caterina Barbieri, che sembra recitare filastrocche piuttosto che cantar canzoni, delle basi strumentali eleganti e all’apparenza semplici, nelle quali trovano spazio diversi strumenti (dalla chitarra al pianoforte, passando allo xilofono e il sax) in un viaggio tra il folk statunitense e il pop, con qualche vago richiamo, solo a livello musicale, a Mika, artista con il quale Missincat potrebbe essere collegata a livello di mood.

Con un leggero ritardo rispetto al mercato tedesco, il fenomeno Missincat sembra pronto ad arrivare anche in Italia: i media di settore ne stanno già parlando, le radio stanno iniziando ad inserire nei palinsesti brani tratti da “Wow“. Un disco che merita più di un’attenzione e consigliato a tutti, soprattutto a chi vuole portare un po’ di luce e di calore in un periodo non propriamente estivo.

Nicola Lucchetta

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