Negrita Dannato Vivere

Negrita Dannato Vivere Recensione 3.5/5
Energico, intenso, divertente. Il nuovo lavoro dei Negrita ti prende e non ti molla più. “Dannato Vivere” segna il ritorno del quartetto aretino a tre anni dal successo di “Helldorado”, con un bottino di settanta mila copie vendute e un disco di platino in bacheca. Dopo l’esperienza dal sapore sudamericano, tornano con una raccolta d’inediti

Energico, intenso, divertente. Il nuovo lavoro dei Negrita ti prende e non ti molla più. “Dannato Vivere” segna il ritorno del quartetto aretino a tre anni dal successo di “Helldorado”, con un bottino di settanta mila copie vendute e un disco di platino in bacheca.

Dopo l’esperienza dal sapore sudamericano, tornano con una raccolta d’inediti dal respiro più classico, europeo, “che risente della nostra passione per gli anni Ottanta”, dichiara Pau. Anche “Dannato vivere” è un mix d’influenze, meno evidenti, ma ci sono. I Negrita sono una tra le più genuine rock band italiane, ma etichettarli in un unico genere appare riduttivo. Il ventaglio musicale dal quale attingono è incredibilmente ampio e anche nell’ultimo lavoro non mancano ispirazioni reggae o, addirittura, elettroniche. Un avvio travolgente con “Junkie Beat” e “Fuori controllo”, per poi abbandonarsi al morbido, ma potente, sound di “Brucerò per te”, il singolo che ha anticipato l’uscita del disco e che rappresenta il punto di partenza di un disagio che da personale, privato, familiare, si trasforma in collettivo. “Dannato vivere”, dunque, come denuncia di una stagione difficile, ma anche come vita dannatamente bella. Doppia interpretazione che evidenzia, nonostante tutto, ottimismo e fiducia nel domani. In altre parole, voglia di reagire. Intenzione che emerge chiaramente dall’LP, a partire dalla copertina: una donna a terra sofferente, ma pronta a rialzarsi. “Siamo sempre stati una combat band e in giro c’è bisogno di cambiamento, ma non ci interessa soffiare sul fuoco. Focalizzare tutto sulla paura forse vende, ma si deve cominciare a diffondere un po’ di positività”.

L’album sfoggia anche un cuore malinconico. “Dannato Vivere”, “La Vita Incandescente”, “Un Giorno di Ordinaria Magia”, ballate che anticipano il finale dal doppio volto: basta una manciata di secondi e “Splendido” abbandona l’avvio soft, per cedere il passo a un ritmo ska trascinante. “Dannato Vivere” è un disco passionale, sincero, intimo e dal quale traspare la voglia dei Negrita di divertirsi e di divertire. Il tour è dietro l’angolo, inizia il conto alla rovescia.

Riccardo Rapezzi

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