Nobraino Disco D’Oro

Nobraino Disco D'Oro Recensione 2.5/5
Quarto album per i Nobraino che tornano in studio dopo le ultime registrazioni in pieno live. La band romagnola si affida alle capacità del producer Manuele Fusaroli e pubblica “Disco d’Oro”, un concentrato di brani folk rock che si appoggiano all’imponente timbro vocale del cantante Lorenzo Kruger. Più che canzoni, sono racconti intonati che evidenziano

Quarto album per i Nobraino che tornano in studio dopo le ultime registrazioni in pieno live. La band romagnola si affida alle capacità del producer Manuele Fusaroli e pubblica “Disco d’Oro”, un concentrato di brani folk rock che si appoggiano all’imponente timbro vocale del cantante Lorenzo Kruger. Più che canzoni, sono racconti intonati che evidenziano ancor di più il profilo cantautorale del gruppo. L’artista interpreta con voce teatrale semplici spaccati di vita quotidiana conditi di amarezza e ironia. Il lavoro contiene inni di pace dal sapore amaro come “Il Mangiabandiere” e di benessere come “Record del Mondo”, che recupera il concetto stesso dell’opera: disco d’oro come “metafora del bene rifugio” oltre che parodia dell’ambito premio discografico.

Film Muto” è il primo singolo estratto. Scelta giusta per qualità, ma forse poco rappresentativa dell’album. Il brano pare l’unico in cui il quartetto (più un trombettista turnista) si sia preso realmente sul serio: piacevolmente malinconico nella musica e nelle immagini, spezza in chiusura l’esasperato stile tonante del frontman. Un prodotto apprezzabile nel suo essere alternativo, ma che a lungo andare (volontariamente o meno) si veste di una stonata aria intellettuale.

Riccardo Rapezzi


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