[Patchanka] Tonino Carotone – Ciao Mortali

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[Patchanka] Tonino Carotone – Ciao Mortali (2008) Il santo – Primaverando – La cama – Pornofutbol – Al vento – De vuelta por buenos aires – Hidromiel – Atapuerca – Vieni con me – Frenomotor – La parienta – No volveremos mas http://www.toninocarotone.euhttp://www.bloomout.org E rieccolo. Uno dei più grandi cialtroni della musica degli ultimi anni.

[Patchanka] Tonino Carotone – Ciao Mortali (2008)

Il santo – Primaverando – La cama – Pornofutbol – Al vento – De vuelta por buenos aires – Hidromiel – Atapuerca – Vieni con me – Frenomotor – La parienta – No volveremos mas

http://www.toninocarotone.eu
http://www.bloomout.org

E rieccolo. Uno dei più grandi cialtroni della musica degli ultimi anni. Antonio de la Cuesta, da Pamplona (Spagna), in arte Tonino Carotone.
Entrato una decina di anni fa nella cricca girovaga di Manu Chao, si è messo poi in proprio e ha fatto il botto in Italia con la famosa “Me Cago En El Amor” contenuto nel disco “Mondo difficile”. Roba che da noi ha venduto 70.000 mila copie. Era il 2000.
In questi anni ha calcato svariate volte i nostri palchi accompagnato dagli Arpioni. Una specie di moneta di ritorno di quell’amore per i riferimenti che Tonino ha sempre messo in primo piano per la sua carriera artistica: Celentano, Mina, Buscagione e Carosone.

Dopo la ribalta forse poco giustificata è ritornato nell’oblio per un bel po’ d’anni. Lo ritroviamo con il suo terzo disco. E non è cambiato nulla. La filosofia di vita è sempre la stessa. Una specie di don’t warry be happy, un lascia che sia, vivi felice più che puoi. Con quel carattere zingaro che ha sempre avuto.
E ben evidenziato da subito sulla copertina del disco. Un Tonino sorridente con chitarra che ci saluta con una borraccia di vino rosso vicino e in lontananza, su un corso d’acqua, una piccola chiatta con sopra una roulotte e una guapa mora che saluta. E’ tutto qua il suo mondo. Così lontano dal nostro tran tran quotidiano che ci schiaccia.
Lui se la vive bene. E se proprio bisogna dirlo il disco non è affatto male. Ha una sua dignità, una mescolanza di stili popolari, festaioli, divertenti e un’ironia saltellante.
Molto eterogeneo, ben prodotto e focalizzato. Piacevole e vivace senza essere il dischetto ska-patchanka da balera e sguardo ai sud del mondo che ci viene propinato come acqua sulla tavola.
Poi ci sono ospiti d’eccezione che danno degli input decisi e ancora più caratteristici a dei brani. Ecco Manu Chao nel brano “Pornofutbol”, Erriquez e Finaz della Bandabardò in “primaverando” e tre dei Gogol Bordello con alla testa Eugene Hutz che ritroviamo in “Atapuerca”.

Luca Freddi

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