Pink The Truth About Love

3/5
P!nk, una delle popstar più talentuose e simpatiche emerse nel panorama internazionale nell’ultimo decennio, non riesce con “The Truth About Love” a capitalizzare la lunga pausa dallo studio, durata quattro anni e frammentata da eventi privati positivi (maternità e il riappacificamento con il fidanzato storico Carey Hart) e negativi (l’infortunio di Norimberga 2010). Non bastano

P!nk, una delle popstar più talentuose e simpatiche emerse nel panorama internazionale nell’ultimo decennio, non riesce con “The Truth About Love” a capitalizzare la lunga pausa dallo studio, durata quattro anni e frammentata da eventi privati positivi (maternità e il riappacificamento con il fidanzato storico Carey Hart) e negativi (l’infortunio di Norimberga 2010). Non bastano infatti una squadra di songwriter e tre ospiti di grido a far fare il salto di qualità ad un lavoro che lascia un po’ d’amaro in bocca anche dopo una serie di ascolti. “The Truth About Love” presenta infatti, soprattutto nella parte centrale, brani dall’alto potenziale ma che sembrano dei perfetti incompiuti soprattutto a causa di alcune parti poco azzeccate. E ne è un esempio fin troppo evidente il trittico: “How Come You’re Not Here”, con un intro che alle orecchie più attente ricorda fin troppo il classico dei Depeche Mode “Personal Jesus”, “Slut Like You”, che se avesse avuto un ritornello migliore avrebbe avuto tutte le carte per diventare il vero e proprio pezzo trainante del lavoro, e la title track, anch’essa minata da un refrain non all’altezza.

Altalenanti le collaborazioni: sprecata quella con Eminem su “Here Comes The Weekend”, buona quella con la neomamma (anche lei) Lily Allen su “True Love”, vera e propria svendita artistica quella con Nate Ruess dei fun., in una “Just Give Me A Reason” che musicalmente sembra una versione poco ispirata di “We Are Young”. Sarà stata la nuova vita da mamma, ma la vera sorpresa è che l’energica P!nk ha dato il meglio di sé sulle parti più intimiste, tra le quali spiccano “Beam Me Up” e “The Great Escape”, che chiude alla grande un lavoro altrimenti deludente. Ma da un’artista che ha detto molto e che può già dire di aver provato un po’ di tutto (la mossa coraggiosa del terzo album, “Try This”, con Tim Armstrong dei Rancid ne è un esempio) una pausa qualitativa la si può anche tollerare.

Nicola Lucchetta


P!nk – Blow Me (One Last Kiss) on MUZU.TV.

Condividi.