Planet Funk – The Great Shake

Planet Funk The Great Shake Recensione /5
Oh, i Planet Funk…ce n’eravamo praticamente dimenticati.  Ed è un peccato, dato che sono stati l’export italiano più interessante degli anni ’00. Con il loro mix di elettronica, house e rock, hanno rinfrescato un genere, mietendo consensi in tutta Europa con successi come “Who Said (Stuck In The UK)“, “The Switch” e “Inside All The

Oh, i Planet Funk…ce n’eravamo praticamente dimenticati.  Ed è un peccato, dato che sono stati l’export italiano più interessante degli anni ’00. Con il loro mix di elettronica, house e rock, hanno rinfrescato un genere, mietendo consensi in tutta Europa con successi come “Who Said (Stuck In The UK)“, “The Switch” e “Inside All The People“. Per qualche ragione (forse la perdita del vocalist Dan Black?) la band è quasi caduta nel dimenticatoio, e la loro proposta è stata sorpassata da gente come gli LCD Soundsystem e dal generale intamarrimento dei suoni nell’ambito dance.

Ora, ospite un nuovo vocalist, la band cerca il ritorno col quarto disco in studio. Lo stile in sostanza non è cambiato, anche se è chiaro l’orientamento ad una forma-canzone molto pop, senza brani esclusivamente strumentali o d’atmosfera. Manifesto del disco, in questo senso, è il singolo “Another Sunrise”. Brani semplici, immediati e ballabili, come la title track, “Live It Up” e “The Other Side”. C’è lo scontato richiamo all’elettronica ’80 (“Just Another Try” molto in stile Gary Numan) e poche sorprese…qualcuna positiva (come la simil new wave dell’opener “All Your Love”), altre sostanzialmente indifferenti (come il brano in italiano “Ora Il Mondo E’ Perfetto”).

Il nuovo vocalist Alex Uhlmann è a suo agio e preso bene (come abbiamo visto in apertura del concerto dei Jamiroquai), ma è troppo monocorde…anni luce dalla personalità di Dan Black. In sostanza un dischetto tranquillo ma lontano dai fasti…decisamente non una ‘grande scossa’.

Marco Brambilla

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