[Pop] Franco Battiato – Fleurs 2 (2008)

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  Tutto l’Universo Obbedisce all’Amore – Era d’Estate – E Più Ti Amo – It’s Five o’ Clock – Del Suo Veloce Volo – Et Maintenant – Sitting On The Dock Of The Bay – Il Carmelo di Echt – Il Venait d’Avoir 18 Ans – Bridge Over Troubled Water – La Musica Muore –

 

Tutto l’Universo Obbedisce all’Amore – Era d’Estate – E Più Ti Amo – It’s Five o’ Clock – Del Suo Veloce Volo – Et Maintenant – Sitting On The Dock Of The Bay – Il Carmelo di Echt – Il Venait d’Avoir 18 Ans – Bridge Over Troubled Water – La Musica Muore – L’Addio

http://www.battiato.it

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Terzo e, probabilmente, ultimo capitolo della trilogia dei fiori, iniziata nel 1999 e nella quale Battiato si è sempre divertito a reinterpretare brani altrui, noti e meno noti, con una particolare predilezione per quelli che hanno segnato la sua gioventù e i suoi esordi da musicista in quel di Milano, più di quarant’anni orsono. La numerazione invertita degli episodi che la compongono è ulteriore conferma che l’operazione è stata compiuta con le consuete bizzarrie, sonore e non, che da sempre caratterizzano la carriera dell’estroso artista siciliano.

Purtroppo, dei tre, questo si rivela essere il disco più debole. Il brano d’apertura, nonché unico inedito, “Tutto l’Universo Obbedisce all’Amore”, può vantare un bel testo, intriso di temi cari all’autore (Come possiamo/tenere nascosta la nostra intesa/ed è in certi sguardi/che si nasconde l’infinito), ma il duetto con Carmen Consoli non decolla mai, e la melodia che lo sostiene non si può certo annoverare tra le migliori scritte da Battiato. Và molto meglio con la successiva “Era d’Estate”, cover di uno storico brano di Sergio Endrigo, cantautore amatissimo dal musicista di Jonia, e con la nuova versione di “E Più Ti Amo (Plus Je t’Entend)”, originariamente scritta dal francese Alain Barrière e portata a conoscenza del pubblico italiano grazie alla traduzione del testo effettuata da Gino Paoli. Quest’ultimo pezzo è uno dei primissimi incisi da Battiato: la sua prima versione data addirittura 1965, quando i suoi 45 giri uscivano in allegato alla rivista “Nuova Enigmistica Tascabile”. Ottime anche le due cover del vecchio amico Juri Camisasca, “Il Carmelo di Echt”, riuscita dedica alla tragica vicenda di Edith Stein, e “La Musica Muore”, in cui l’autore stesso compare in un cameo vocale alla fine del pezzo. Graziosa anche la misurata e spoglia “L’Addio”, commosso ricordo della sua interprete più famosa, Giuni Russo, scomparsa nel 2004.

Gli episodi riusciti, però, finiscono qui. Le canzoni rimanenti si arenano tra riproposizioni piuttosto piatte e pedisseque degli originali, come capita in “Bridge Over Troubled Water” di Paul Simon, e improbabili reinvenzioni di originali assolutamente irraggiungibili: “Sitting On The Dock Of The Bay” sarebbe difficile d’approcciare anche per un bluesman provetto, figuriamoci per Battiato e la sua voce ieratica e delicata; l’idea di cantarla assieme ad Anne Ducros, jazz vocalist francese, peggiora ulteriormente le cose. Inoltre: la disinvolta pronuncia inglese di Franco la conosciamo tutti, e a volte l’apprezziamo pure, ma in “It’s Five o’ Clock”, vecchio successo degli Aphrodite’s Child, il Nostro esagera, e in una cover già penalizzata da un arrangiamento banale e scontato, il suo accento secco e quasi caricaturale fa definitivamente naufragare il tutto.

Il primo “Fleurs”, preso nella sua dimensione giocosa e leggera, risultava onesto, gradevole e interessante. “Fleurs 3”, a parte qualche cover particolarmente riuscita (Impressioni di Settembre), si poneva già un gradino sotto al suo predecessore. “Fleurs 2” mostra una formula che ormai non funziona più, anche per la sopraggiunta mancanza di canzoni che possano rientrare nelle corde di Battiato: meglio non proseguire oltre.

Stefano Masnaghetti

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