[Pop] Laura Pausini – Primavera In Anticipo

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[Pop] Laura Pausini – Primavera In Anticipo (2008) Mille braccia – Invece no – Primavera in anticipo (duet with James Blunt) – Nel modo più sincero che c’è – Un fatto ovvio – Il mio beneficio – Prima che esci – Più di ieri – Bellissimo così – L’impressione – La geografia del mio cammino

[Pop] Laura Pausini – Primavera In Anticipo (2008)

Mille braccia – Invece no – Primavera in anticipo (duet with James Blunt) – Nel modo più sincero che c’è – Un fatto ovvio – Il mio beneficio – Prima che esci – Più di ieri – Bellissimo così – L’impressione – La geografia del mio cammino – Ogni colore al cielo – Primavera in anticipo – Sorella terra

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Ne ha fatta di strada la bimba prodigio che quindici anni fa vinceva il Festival di San Remo interpretando “La Solitudine”. Oggi, quella bambina è una leggenda consacrata, la prima donna italiana a stravincere un Grammy Award e una delle poche limpide figure che il nostro paese può permettersi di esportare avanzando l’orgoglio del più forte, una voce e una portavoce epocale, l’immagine della ragazzina comune che realizza il sogno partendo dall’atrio di una scuola qualunque.

La primavera di Laura è sinonimo di equilibrio mentale e di maturità, come donna e come artista, nessun atto di rinascita ma la rinnovata consapevolezza dei propri valori, delle proprie virtù, e perché no, dei limiti imposti da un regolarissimo stato di crescita. Punto cardinale della geografia del suo cammino è una tra le voci femminili più deliziose che la musica contemporanea ricordi, ormai divenuta incomparabile, unita ad una scrittura che, sebbene si basi come di consueto sulla melodia sdolcinata, possiede quel pizzico di malizia venuta meno nella prima decade della sua lungimirante carriera.
“Primavera In Anticipo” prosegue l’apologia agrodolce di “Resta In Ascolto” e si costruisce come il suo naturale proseguo anzi, ne esalta i contrasti ripartendosi virtualmente nelle quattro stagioni: primavera, estate, autunno e inverno, rispettivamente l’equilibrio, la fantasia, la riflessione e il dolore.
L’equilibrio di “Mille Braccia” alzate al cielo e la sensazione di libertà che oggi sostiene Laura sempre di più , la fantasia di “Sorella Terra”, un dialogo fittizio con madre natura e con il mondo che la circonda, la riflessione de “Nel Modo Più Sincero Che C’è” e una dichiarazione d’amore che presagisce alle nozze, il dolore di “Invece No” e gli ultimi attimi di vita della cara nonna terminati con l’amaro addio. Mille sentimenti esplorati prima col cuore e poi con la musica, oggi più che mai.

Il plausibile sintomo di una ricerca interiore si concretizza, come sempre, attraverso le melodie aggraziate, semplici e dirette. Il terzetto iniziale è di quelli che fanno vincere un altro Grammy; c’è tutto il sentimento e la passione di Laura Pausini legata sì alla vecchia immagine ma attenta a cullare delicatamente la nuova. “Schiava” delle tematiche romantiche, Laura dipinge il quadro con l’ausilio di un collaboratore (e ora promesso sposo) immancabile, Paolo Carta, compositore e chitarrista del gruppo. La traccia che regala il titolo al disco è condivisa con l’inglese James Blunt, un duetto stellare e un brano che sembra scritto per esaltare l’evento: siamo pronti a scommettere su quale sarà il prossimo singolo. E poi? E poi da lì raggiungere i cuori è un flebile soffio, Gianluca Grignani dimostra gran classe nell’offrire un pezzo, “Prima che esci”, che avrebbe lanciato il suo stesso disco. C’è tanto spazio per le tastiere e il prezioso appoggio del pianoforte (“Nel modo più sincero che c’è”, “Ogni colore al cielo”) che enfatizza gli stati d’animo dell’eroina moderna, sempre pronta, dopo ogni fantasia fluttuante, a imbiancare il mondo con tinte pastello.

Giunti all’epilogo, ritorniamo all’immagine di quella bambina che aveva un sogno da realizzare: oggi Laura Pausini sostiene il peso di chi non può e di chi non deve scontentare migliaia di altre anime che covano lo stesso desiderio. Primavera in Anticipo, o Primavera Anticipada se state ascoltando la versione in spagnolo, non tradisce e rispecchia l’identità di una donna comune e di un’artista non comune, si impone coi suoi ritornelli intrisi di passione e regala cinquanta minuti di estasi fuori dallo spazio e da ogni tempo. Un disco da vivere senza paura.

Gaetano Loffredo

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