[Pop] Lightspeed Champion – Life Is Sweet! Nice To Meet You (2010)

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http://www.lightspeedchampion.com/http://www.dominorecordco.com/ Dev’essere proprio un tipo ambizioso Dev Hynes. Abbandonato il nu rave dei Test Cicles e a due anni dalla conversione pop di “Falling off the lavender bridge” ecco che se ne esce con un album che rivela tutti i suoi intenti e le sue aspirazioni musicali in un colpo solo. E lo fa pure


http://www.lightspeedchampion.com/
http://www.dominorecordco.com/

Dev’essere proprio un tipo ambizioso Dev Hynes.

Abbandonato il nu rave dei Test Cicles e a due anni dalla conversione pop di “Falling off the lavender bridge” ecco che se ne esce con un album che rivela tutti i suoi intenti e le sue aspirazioni musicali in un colpo solo. E lo fa pure in modo piuttosto goffo, cosa che se da un lato lo rende oltremodo simpatico, dall’altro fa del suo nuovo lavoro, “Life is sweet! Nice to meet you”, un pasticcio incredibile. Ma andiamo con calma.

Innanzitutto il fatto che dal titolo si possa intuire quali siano le atmosfere che pervadono l’album e che poi all’ascolto questo si dimostri vero, toglie qualche punto al disco già in partenza. Pezzi come “The big guns of Highsmith” e “Madame van Damme” strappano un sorriso per la loro ingenuità, mentre la radiosità un po’ scontata di “Marlene”, “There is nothing underwater” e “Faculty of fears” lascia al primo ascolto una sensazione di già sentito e digerito (forse più di una decina di anni fa con gli Suede?) che si trascina per tutta la durata dell’album. Ad intervallare questi momenti di spensieratezza pop ecco che però arrivano le vere sorprese: “Intermission”, “Intermission2”, “Etude Op. 3 Goodnight Michalek”, e “A bridge and a Goodbye” ovvero pezzi strumentali (davvero niente male se pensiamo a “Intermission”) che vanno a spezzare il flusso omogeneo di sonorità fin troppo simili fra loro di cui è intriso il disco. E sono proprio queste piccole chicche a catturare l’attenzione e a dimostrare di essere l’idea, per quanto ambiziosa, più azzeccata dell’album, che mantiene comunque il notevole difetto di non approfondire la vocazione multi-strumentalista del nostro Dev Hynes e di stordire l’ascoltatore con mielosità eccessive.

Insomma le buone idee ci sono, il talento anche, ci si chiede allora se a mancare non sia una bella schiarita di idee, che faccia iniziare questo dotato cantante a cimentarsi in qualcosa che possa veramente esprimere le sue potenzialità. Questa volta è stato solo un tentativo mal riuscito…next time Dev!

Valentina Lonati

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