[Pop] Lorenzo – Safari (2008)

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Fango – Mezzogiorno – ATe – Dove Ho Visto Te – In Orbita – Safari – Temporale – Come Musica – Innamorato – Punto – Antidolorificomagnifico – Mani Libere 2008 http://www.soleluna.comhttp://www.universalmusic.it/pop/ Lorenzo (come piace a lui stesso essere chiamato) o Jovanotti (nome col quale è noto ai più) torna dopo l’ultimo “Buon Sangue” (2005) e


Fango – Mezzogiorno – ATe – Dove Ho Visto Te – In Orbita – Safari – Temporale – Come Musica – Innamorato – Punto – Antidolorificomagnifico – Mani Libere 2008

http://www.soleluna.com
http://www.universalmusic.it/pop/

Lorenzo (come piace a lui stesso essere chiamato) o Jovanotti (nome col quale è noto ai più) torna dopo l’ultimo “Buon Sangue” (2005) e relativo live, dopo la recente tragedia della perdita del fratello per incidente con un album ovviamente dedicato al parente scomparso.
Il titolo del nuovo lavoro discografico è “Safari”, una parola che in swahili evoca il «lungo viaggio».
L’album esce in doppia versione (anche deluxe cd+dvd) ed il primo brano (e primo singolo) che vanta la collaborazione di Ben Harper è “Fango”, probabilmente il brano più riuscito: da subito è evidente il Jovanotti maturo e contenuto che caratterizzerà l’intero lavoro.

Prima di fare questo disco Jovanotti ha intrapreso realmente un lungo viaggio per il Sudamerica, da solo. Spesso viaggia infatti senza dirlo a nessuno e a volte in bicicletta, per essere viaggiatore e non turista.
Il viaggio come metafora della vita e dell’esplorazione (anche dei ricordi) è il filo conduttore di questo lavoro che soffre la monotonia dello stato d’animo attuale di Lorenzo.
“Safari” è un album che nonostante la gradevolezza di alcune traccie (Fango, Mezzogiorno e l’ottima ma pomposa Antidolorificomagnifico) e le preziose collaborazioni (oltre al già citato Ben Harper ci sono Giuliano Sangiorgi, Sly e Robbie, Sergio Mendes ed il poeta e musicista afroamericano Michael Franti) di fatto delude un pò le aspettative, a causa anche di brani come la solita e sempre uguale a se stessa “A te”.

E’, come detto, un lavoro molto riflessivo e per poter ascoltare la prima “esplosione” è necessario attendere la title-track “Safari” o la leggerezza della decima traccia “Punto”.
Conclusioni: l’artista è maturato ma non si è ancora trasformato in qualcosa di diverso e nuovo. Ci (e gli) auguriamo tutti che ciò accada già dal prossimo album.

P.B.

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