[Pop] Moby-Rem-Oasis-GeorgeMichael-DepecheMode best of (2006)

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Come nel caso degli artisti nostrani, anche per gli stranieri il Natale rappresenta, da sempre il momento più adatto ai best of, più o meno (quasi sempre meno) necessari alla vita di tutti noi. Se pensiamo, poi, che ogni uscita è accompagnata da una “Collector’s Edition” (quasi sempre la migliore, soprattutto per le case discografiche…)

Come nel caso degli artisti nostrani, anche per gli stranieri il Natale rappresenta, da sempre il momento più adatto ai best of, più o meno (quasi sempre meno) necessari alla vita di tutti noi. Se pensiamo, poi, che ogni uscita è accompagnata da una “Collector’s Edition” (quasi sempre la migliore, soprattutto per le case discografiche…) e/o da un dvd analogo contenente i video, arriviamo a capire la vastità di tali operazioni.

C’è da dire che questo 2006 è stato un po’ meno scontato di altri, per lo meno in un paio di occasioni. Innanzitutto, un po’ a sorpresa è uscito “Go: the very best of Moby“, artista restio ad apparizioni non correlate allo stretto ambito musicale e atipico, se non altro per il fatto di essere fuori dagli schemi tradizionali della musica mainstream, pur avendo venduto un gran numero di copie dei propri album. Certo è che un greatest hits di Moby credo non possa dare uno scossone al mercato, finendo per interessare solo coloro che possiedono già il catalogo del loro beniamino…

Discorso differente può riguardare invece “I Feel Fine…: The Best of the I.R.S. Years 1982-1987” dei REM: si tratta della raccolta dei pezzi più conosciuti, ma anche quelli da riscoprire con piacere, del periodo precedente al passaggio del gruppo di Michael Stipe nel mondo delle Major. Gli anni passati all’indipendente I.R.S, per molti sono i migliori di sempre del gruppo americano e questa ottima raccolta, insieme alla curata versione “da collezione”, ne è la conferma. Pezzi come “Radio Free Europe”, “It’s The End Of The World…” o “Talk About The Passion” non possono essere dimenticati.

A qualcuno sarà capitato di trovare sotto l’albero Stop The Clocks, album antologico degli Oasis che, come immaginato, sta vendendo davvero bene soprattutto in Europa. Non poteva che essere così per un album che nulla aggiunge al lavoro dei fratellini più litigiosi della storia del pop, ma ha il pregio di estrapolare ed unire solo il poco di buono uscito dopo “What’s The Story…Morning Glory”.

Più scontate e “già sentite” le uscite riguardanti George Michael (Twenty Five) e Depeche Mode (The Best Of  Depeche Mode vol. one); per Michael possiamo forse parlare della “raccolta definitiva”, che va a colmare le lacune di Ladies And Gentleman (uscito comunque solo nel 1998!) e, considerato lo scarso numero di album del nostro, diventa davvero interessante anche per chi si vuole accostare alla sua opera. Assolutamente valida, ma ad un prezzo logicamente più alto la versione a tre dischi, che presenta molto materiale inedito di buona fattura. Trovo ancora più scontato, però, il best dei Depeche Mode, fatto uscire sull’onda del successo dell’ultimo album e del tour susseguente. Solo pochi anni fa sono usciti due doppi contenenti singoli e b-sides, che avevano fatto la felicità dei fans ed erano stati accolti molto bene dalla critica, non sentivamo certo la mancanza di un ulteriore raccolta.

L.G.

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