[Pop] Ringo Starr – Liverpool 8 (2008)

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Liverpool 8 – Think About You – For Love – Now That She s Gone Away – Gone Are The Days – Give It A Try – Tuff Love – Harry’s Song – Pasodobles – If It’s Love That You Want – Love Is – R U Ready? http://ringostarr.com/http://www.myspace.com/ringostarrhttp://www.capitolrecords.com/splash.aspx E’ iniziato il 2008 e la


Liverpool 8 – Think About You – For Love – Now That She s Gone Away – Gone Are The Days – Give It A Try – Tuff Love – Harry’s Song – Pasodobles – If It’s Love That You Want – Love Is – R U Ready?

http://ringostarr.com/
http://www.myspace.com/ringostarr
http://www.capitolrecords.com/splash.aspx

E’ iniziato il 2008 e la città di Liverpool è stata nominata per quest’anno Capitale della Cultura Europea. Il nome dato a quest’importante iniziativa volta a valorizzare la città inglese è “Liverpool 08″.
E’ iniziato il 2008 e Ringo Starr pubblica un album. Il nome dato a questo nuovo lavoro discografico è “Liverpool 8″.
Il numero 8 del titolo dell’album è stato spiegato da Ringo come riferimento al distretto nel quale abitava da giovane.

A 33 anni di distanza dall’ultimo album targato Capitol, Ringo Starr torna su etichetta EMI, con 12 nuove tracce prodotte dallo stesso Ringo insieme a Dave A. Stewart degli Eurythmics (che ha partecipato anche alla composizione dei brani) e a Mark Hudson.
L’album si apre con la title-track, una canzone scritta a quattro mani proprio con David A. Stewart, un brano pervaso da un atteggiamento nostalgico caratterizzato da frasi sofferte “Liverpool I left you, but I never let you down…” e da immancabili quanto espliciti riferimenti ai Beatles “Went to Hamburg, The red lights were on, With George and Paul, And my friend John” ed ancora “In the USA, When we played Shea, We were number one, Man it was fun”. Frasi che fanno riflettere sull’impegno nella composizione dei brani.

Dopo i cori da stadio “Liverpool, Liverpool, Liverpool…” e alcuni inquietanti suoni nei quali ogni fan dei Fab Four che si rispetti cercherà indizi sulla presunta morte di Paul si passa alle tracce successive: “Think about you”, “For Love” e la pseudo-cafona “Now That She’s Gone Away”.
Si susseguono brani allegrotti, inframezzati da capitoli di serietà assoluta come la latina “Pasodobles” o la dolce “Love Is”.
Ringo dimostra, per chi non lo avesse capito ancora, di non essere né un artista né tanto meno un interprete, ma comunque un ottimo intrattenitore.
Ci parla di sogni da realizzare (chi meglio di lui?), di “Love” e alla fine saluta tutti con il banjo e le risatine di “R U Ready”.
Il trucco sta nel sapersi aspettare quello che Ringo Starr sa e vuole produrre dal punto di vista musicale e contenutistico.
In questo Mondo di cantanti-tutti-artisti, impegnati o finto-impegnati, dove ci si deve mostrare sempre incazzati, va bene che ci sia anche qualcuno appartenente alla categoria dei Grandissimi da un punto di vista storico, che ci (e si) diletti con semplicissime e leggerissime canzoncine pop e con album come questo “Liverpool 8”. Viva la semplicità, l’ironia e il mito immortale di Ringo.

P.B.

 

(foto live di Ringo Starr di Paolo Bianchi)

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