[Pop] Ringo Starr – Y Not (2010)

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http://www.ringostarr.comhttp://www.universalmusic.it/pop/ Partendo dal presupposto che “Y Not” è un disco mediocre, nel quale non c’è spazio per l’arte ma solo per il mestiere (cosa prevedibilissima direi), credo che rappresenti un piccolo passo in avanti, almeno per la varietà e per la presenza di ospiti veramente illustri, rispetto al precedente semi-disastroso “Liverpool 8”. “Y Not”, da



http://www.ringostarr.com
http://www.universalmusic.it/pop/

Partendo dal presupposto che “Y Not” è un disco mediocre, nel quale non c’è spazio per l’arte ma solo per il mestiere (cosa prevedibilissima direi), credo che rappresenti un piccolo passo in avanti, almeno per la varietà e per la presenza di ospiti veramente illustri, rispetto al precedente semi-disastroso “Liverpool 8”.

“Y Not”, da pronunciarsi “Why Not?” è il sedicesimo album in studio di Ringo e il primo autoprodotto, vanta, come accennato, la presenza di ospiti illustri fra i quali Joss Stone, Ben Harper e l’altro ex-Beatle Paul McCartney.
Già dalla prima canzone “Fill in the Blanks” troviamo un singer concentrato a “fare il duro”, cosa che farà ancora di più in brani successivi come la title-track “Y-Not”. Questo atteggiamento mi ha ricordato il Ringo della lennoniana “I’m the Greatest”, confermando la mia opinione su Lennon genio assoluto e massimo profeta. Il disco è arricchito da effetti sonori e altri lavoretti in studio, usati come le salsine saporite per nascondere il sapore non eccellente della carne. Si continua con “Peace Dream” con Paul McCartney al basso e che a mio parere non ha alcun senso di esistere. In “The Other Side of Liverpool” Ringo continua imperterrito a raccontarci della sua infanzia e giovinezza nella città inglese (ha cominciato un disco fa…), cosa che dovrebbe inoltre evitare di fare dopo le sconvenienti dichiarazioni in TV rilasciate su Liverpool un paio d’anni fa e che hanno portato alla decapitazione della sua statua (fatta di cespuglio) da parte dei suoi ex concittadini…

Questa volta, in linea con il resto dell’album, Liverpool è descritta come una città fredda, dura, temprante quasi e così  sono descritte le prime esperienze del giovane Richard Starkey (già Ringo Starr) con gruppi come “Rory Storm and the Hurricanes”. Finalmente arriva “Walk with You”, scritta da Van Dyke Parks e cantata da Ringo insieme all’amico Paul McCartney. Sembra retorica, ma i pochi versi cantati da Sir. Paul salvano il salvabile trasmettendo all’ascoltatore un senso di magnifica nostalgia. Il ritornello è “When I walk with you / When I talk with you/ Everythink will be fine”; beh se quel “you” si riferisce a Paul McCartney non c’è dubbio alcuno che le cose  con lui vengano meglio!

Siete fan di Ringo Starr? (badate bene, non basta essere fan dei Fab4! Anzi…, ndr), comprereste un disco per sentire tre secondi la voce di Paul che fa emozionare? Praticate il culto della goliardia? Se la vostra risposta è si “Y Not” può entrare a far parte della vostra collezione di dischi … altrimenti statene alla larga.

Paolo Bianchi

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