[Pop Rock] Good Charlotte – Good Morning Revival (2007)

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Good Morning Revival (Intro) – Misery – The River – Dance Floor Anthem – Keep Your Hands Off My Girl – Victims Of Love – Where Would We Be? – Break Her Heart – All Black – A Beautiful Place – Something Else – Broken Hearts Parade – March On http://www.goodcharlotte.com/http://www.sonybmg.it Avrebbero anche rotto le


Good Morning Revival (Intro) – Misery – The River – Dance Floor Anthem – Keep Your Hands Off My Girl – Victims Of Love – Where Would We Be? – Break Her Heart – All Black – A Beautiful Place – Something Else – Broken Hearts Parade – March On

http://www.goodcharlotte.com/
http://www.sonybmg.it

Avrebbero anche rotto le scatole con questa storia del 'nuovo fenomeno pop-punk', con abbondante seguito sbrodolante di ragazzette e pezzi che definire hit single è un'offesa a chi negli anni ottanta sapeva davvero farli. Purtroppo per noi però, anche per una band che con un buon debutto omonimo nel 2000 aveva fatto pensare alla next Green Day (uno delle pochissime band 'pop-punk' serio e di classe emerso tempo fa che col tempo ha dimostrato di meritarsi il successo ottenuto, ndr) thing, il richiamo dei pezzi immediati e scialbi, confezionati per far contente le radio di turno, ha preso definitivamente il sopravvento.
A Pa', mi direte voi, ma che te ne sei accorto adesso? No avete ragione.

Giunti al quarto album i Good Charlotte confermano quanto evidenziato nel precedente lavoro, che tuttavia conteneva qualche spunto interessante. Su "Good Morning Revival" c'è pochissimo da salvare. Il singolone apripista "The River" è anche bello, se ascoltato qualche volta mentre vi lavate i piedi tipo, perché di pezzi così scontati oramai è pieno l'airplay radiofonico. Il resto è robetta senza personalità, spesso lenta e noiosa.
Intendiamoci, non è una colpa suonare scontati o apposta per piacere alle masse, basta saperlo fare (cfr. l'ultimo My Chemical Romance) e non abusare troppo della mancanza di criticità degli ascoltatori medi di oggigiorno.

Tempo fa i ragazzi hanno dichiarato di non essere mai stati punk, che sono sempre stati etichettati punk senza mai volerlo. Poverini, incompresi da una stampa che dovrebbe essere specializzata in musica, quando oramai è specializzata in marketing e business, che non li capisce (specialmente ora che il pop-punk già nominato non vende più una sega da un po', conviene dire che si fa pop, al massimo pop-rock)! Aiutiamoli!
Ad andare a lavorare possibilmente.

P.N.

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