[Pop Rock] Razorlight – Slipway Fires (2009)

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  Wire To Wire –  Hostage Of Love – You And The Rest – Tabloid Lover – North London Trash – 60 Thompson – Stinger – Burberry Blue Eyes – Blood For Wild Blood – Monster Boots – The House http://www.razorlight.co.uk/http://www.universalmusic.it/ C’era una volta una band anglo-svedese che si inventò una specie di indie rock

 

Wire To Wire –  Hostage Of Love – You And The Rest – Tabloid Lover – North London Trash – 60 Thompson – Stinger – Burberry Blue Eyes – Blood For Wild Blood – Monster Boots – The House

http://www.razorlight.co.uk/
http://www.universalmusic.it/

C’era una volta una band anglo-svedese che si inventò una specie di indie rock più rock della media, riuscendo a non sembrare dei Franz Ferdinand dei poveri. Up All Night (2004) aveva una grinta inusuale per una band ‘indie’, e infatti la sorpresa durò poco: il successivo omonimo del 2006 viaggiava sui canoni molto più convenzionali del pop rock inglese da radio, sfornando singoli di successo come ‘In The Morning’, ‘America’ e ‘Before I Fall To Pieces’. A conti fatti, quell’ album causò una vera e propria rottura coi fans della prima ora e, in gergo, è uno dei classici casi di ‘svenduti-figli-di-puttana’. Non che la critica poi li abbia mai adorati: pure in Inghilterra, a parte quei pazzi sensazionalisti di NME, il resto della stampa è stata compatta nel definire la band arida, senza idee e senza un sound personale.

E ora? Merito dei Razorlight non proseguire per la strada più sicura e neanche tornare sui proprio passi. Il nuovo corso è ancora più melodico e pure romantico, se vogliamo. Il piano più voce nell’apertura di ‘Wire To Wire’ è una dichiarazione di intenti. Certamente a testi si viaggia sul livello dei Baci Perugina ma è perlomeno curiosa una svolta così lontana dal classico rockettino falso indie/recupero scarso il garage rock. Melodici anche nell’aggiunta di certe influenze più folk (‘Hostage Of Love’ e ’60 Thompson’) e finalmente con qualche guizzo un po’ particolare, qualche scossa nella sezione ritmica come in ‘Tabloid Lover’, ‘Burberry Blue Eyes’ e ‘Monster Boots’…anche se sembra che i batteristi migliori siano già stati usati.

Sì ma si rimane comunque sulla sufficienza scarsa, affossata poi da certe perle di riciclo come ‘You And The Rest’ o ‘North London Trash’. Potevano essere una rispettabile band rock, qua le stanno provando tutte per essere commerciali. Non che sia un male cambiare, ma è tutto così forzato…insomma pezzi competenti se presi singolarmente, ma che a livello globale non decollano per nulla. Forse un pelo più ricercato del precedente, ma hanno già annoiato abbondantemente ancora prima di incominciare.

Marco Brambilla

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