[Pop] The New Pornographers – Together (2010)

/5
http://www.thenewpornographers.com/http://www.matadorrecords.com/ Con “Together”, quinto album in studio, il supergruppo canadese pare sia tornato a una dimensione più consona ai gusti dei propri fan. Si potrebbe addirittura affermare che la sua funzione sia quella di riappacificare con la band chi non riuscì proprio a digerire la svolta ‘intimista’ del precedente “Challengers” (2007). E a giudicare dai


http://www.thenewpornographers.com/
http://www.matadorrecords.com/

Con “Together”, quinto album in studio, il supergruppo canadese pare sia tornato a una dimensione più consona ai gusti dei propri fan. Si potrebbe addirittura affermare che la sua funzione sia quella di riappacificare con la band chi non riuscì proprio a digerire la svolta ‘intimista’ del precedente “Challengers” (2007). E a giudicare dai primi risultati in classifica sembra che l’operazione stia andando in porto. Ovviamente non è tutto bianco e nero, e le mutazioni di sound introdotte dal predecessore non sono scomparse del tutto, anzi donano nuova linfa al classico power pop dell’ensemble nordamericano. Ma il tentativo di sfruttare tutte le soluzioni che i New Pornographers sono in grado di sviluppare, compresa un’impronta maggiormente corale a scapito dell’intraprendenza dei singoli, è evidente.

Un lavoro ‘ibrido’, insomma, scritto e ideato tenendo presente tutte quante le potenzialità che gli otto musicisti dell’ensemble possono vantare. Senza dimenticare gli ospiti, fra cui si distingue soprattutto Annie Clark (St. Vincent), la quale dona un afflato sinfonico/orchestrale a “Daughters Of Sorrow”. Il resto del disco si adagia fra l’impulso ritmico/vitalistico di “Your Hands (Together)”, il brano più ‘pesante’ e guitar oriented, in perfetto stile power pop, e la dolcezza acustica di “Valkyrie In The Roller Disco”, ballad che paga pegno alle intuizioni sviluppate in “Challengers”; fra i due estremi, il meglio lo danno il violoncello elettrico della lieve “Moves”, la voce di Neko Case nel singolo “Crash Years”, le atmosfere Sixties di “If You Can’t See My Mirrors” e l’asciuttezza chitarristica di “Up In The Dark”. A funzionare sono soprattutto gl’intrecci vocali fra Newman, Case, Bejar e Calder, che sottolineano l’aspetto corale dell’opera: quando una fra queste voci svetta da solista in un determinato episodio, le altre sono sempre lì pronte a offrire il loro contrappunto, in un continuo alternarsi di ruoli che fornisce la reale cifra stilistica di “Together”.

Un disco importante, questo, nella carriera dei New Pornographers. Perché rivela, più degli altri, il carattere squisitamente pop del progetto, inteso proprio nel suo senso originario, cioè quello di musica popolare. Chiaro che la loro musica rimanga più raffinata e quasi ‘aristocratica’ rispetto alla media di quello che sbanca i primi posti delle classifiche, e il retaggio indie è sempre fortissimo. Ma le loro canzoni avrebbero tutte le carte in regola per piacere ad un pubblico ancor più vasto di quello che li segue ora, grazie ad un melodismo fluente e ad un eclettismo che riesce a mediare fra l’alt rock degli ultimi anni e la comunicatività più schietta e cantabile. “Together” è un ottimo lavoro che dimostra quanto i canadesi non siano ancora soddisfatti dei loro successi passati e di come si stiano adoperando per migliorarsi. Insieme.

Stefano Masnaghetti

Condividi.