[Rap] The Game vs Young Jeezy vs Ice Cube (2008)

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[Rap] Triple Threat Match – The Game vs Young Jeezy vs Ice Cube (2008) The Game – LAXhttp://www.comptongame.com/http://www.geffen.com/ Young Jeezy – The Recessionhttp://www.youngjeezy.comhttp://www.defjam.com/ Ice Cube – Raw Footagehttp://www.icecube.comhttp://www.myspace.com/icecube   vs vs Ecco sul nostro ring i tre mc statunitensi pronti a sfidarsi a colpi di rap.Young Jeezy, al suo quinto album, parte forte con basi

[Rap] Triple Threat Match – The Game vs Young Jeezy vs Ice Cube (2008)

The Game – LAX
http://www.comptongame.com/
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Young Jeezy – The Recession
http://www.youngjeezy.com
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Ice Cube – Raw Footage
http://www.icecube.com
http://www.myspace.com/icecube

 

vs vs

Ecco sul nostro ring i tre mc statunitensi pronti a sfidarsi a colpi di rap.
Young Jeezy, al suo quinto album, parte forte con basi incisive che cercano di coinvolgere l’ascoltatore fin dalle prime battute e con classici brani ipnotici ideali per fare da cornice ad una sparatoria auto contro auto. Già dopo il quinto pezzo però “The Recession” perde di mordente, fino a diventare ripetitivo e l’interesse inevitabilmente cala. Young Jeezy cerca di recuperare nel finale e con le collaborazioni con colleghi vari (ben strano il pezzo con Kanye West “Put On” e il suo inseparabile filtro vocale), ma non riesce nell’intento.

Anche perché The Game entra forte con un letale braccio teso che lo lancia fuori ring senza dargli diritto di replica. Solo con “LAX Files”, “State Of Emergency”, “House Of Pain” e “Never Say Goodbye”, surclassa il collega e lo manda ko.
Ora però se la vede con Ice Cube e la sua solida esperienza (questo è il suo quattordicesimo disco); cambiano le regole e assistiamo a un Last Man Standing Match, dove The Game inizialmente sembra tenere testa al rapper di Los Angeles, con buone basi, poche ma buone influenze r’nb e collaborazioni che funzionano.

Però Ice Cube non si lascia intimorire e il suo “Raw Fotage” prende subito piede. Sarà che è la colonna sonora perfetta per le giornate che stiamo vivendo (uno si immagina camminare sotto la pioggia, cuffie nelle orecchie, cappuccio della felpa Mecca calato bene sulla testa e il berretto che si intravede appena); Ice Cube snocciola un pezzo dietro l’altro senza esitazioni, le basi sono avvolgenti e magnetiche, solo ad esempio citiamo “It Takes A Nation” e “Gangsta Rap Made Me Do It”. L’album si ascolta senza cali di tensione, solo colpi di pistola, cattiveria, parolacce e la voce profonda di Cube.
Alla fine sul ring rimane lui in piedi. Nulla da dire.

Antonella Murrone

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