[Reggae/Dancehall] BooBooVibration – …

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[Reggae/Dancehall] BooBooVibration – Scimmie Metropolitane (2009) Scimmie Metropolitane – Spaghetti Reggae – Life – Pennui – Musicamedica – Lascialo Andare – Reggae & Filosofia – Tattiche – Oltre il Muro – Dell’Indifferenza – Centri Intro – Centri – Giorno Speciale – Piede Che Invade – BQ1 http://www.booboovibration.ithttp://www.myspace.com/booboovibration Un bellissimo prodotto. Parola non usata a caso.

[Reggae/Dancehall] BooBooVibration – Scimmie Metropolitane (2009)

Scimmie Metropolitane – Spaghetti Reggae – Life – Pennui – Musicamedica – Lascialo Andare – Reggae & Filosofia – Tattiche – Oltre il Muro – Dell’Indifferenza – Centri Intro – Centri – Giorno Speciale – Piede Che Invade – BQ1

http://www.booboovibration.it
http://www.myspace.com/booboovibration

Un bellissimo prodotto. Parola non usata a caso. I BooBooVibration, in questo cd, hanno messo anima e corpo (e probabilmente un bel po’ dei loro soldini), ed il risultato si vede: suoni bellissimi, molti ospiti, come vuole la più sana tradizione del reggae (la sezione fiati ed il batterista degli Aretuska, il rapper svedese Promoe, il noto beat-maker Leg-No), e produzione impeccabile.

Peccato che, già dalla prima traccia, i limiti in fatto di ispirazione si rendano più che evidenti: “Scimmie Metropolitane”, la title track, sebbene trasportata da bellissimi beat, agonizza su di un testo naif e superficiale che rimane la cifra stilistica di tutto l’album, quando non è sostituito da un ancora più imbarazzante dialetto salentino (sembra che l’innovazione nel reggae non possa esistere, se non nella ripetizione degli stereotipi).  Le solite prediche ispirate contro Babilonia si alternano ai soliti testi sul precariato (non riesce davvero nessuno a raccontarlo in maniera nuova? Siamo ancora inchiodati al “Salario garantito” dei 99 Posse?) oltre che qualche menata ai ragazzini che non ascoltano reggae, deliri incomprensibili che sembrano scimmiottare i Subsonica (vedi alla voce “Musicamedica”), o ancor peggio mal riuscite rivendicazioni di italianità (“Spaghetti Reggae”).

Certo, oltre ai testi c’è la musica: ottime basi, un tastierista decisamente ispirato, soprattutto se gli si lascia spazio come in “Dell’Indifferenza”, alcune pessime idee come un campione di Sitar e gli inutili 54 secondi di “Centri Intro”, ma in sostanza grande voglia di scrivere, di superarsi.
Questo album sarà di sicuro fra i più suonati dell’estate nelle Dancehall del tacco dello stivale, forse garantirà una nuova apparizione a qualche festival ed un tour trainato da qualche celebrità di nicchia,  ma di sicuro, nonostante i proclami di innovazione ed originalità, non esce di neanche un centimetro da quello che è il campo seminato del reggae italiano, non riesce a sembrare né diverso, né speciale, né personale, ma piuttosto una copia un po’ più ignorantella degli album degli Africa Unite.

Ne sentivamo davvero il bisogno, di tutto questo?

Francesca Stella Riva

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