[Reggae/Dancehall] Quartiere Coffee – Vibratown (2010)

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www.quartierecoffee.itwww.onesteprecords.it Se la direzione che la musica in levare deve prendere, allontanandosi anni luce dal reggae roots e dai suoni dub, è quella della Dancehall o del Bashment, beh, adeguiamoci e smettiamo di guardare indietro. Ormai in Italia se dici reggae dici queste cose qui, ballabilissime, piene di energia, mischiate abbastanza con l’elettronica per poter


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Se la direzione che la musica in levare deve prendere, allontanandosi anni luce dal reggae roots e dai suoni dub, è quella della Dancehall o del Bashment, beh, adeguiamoci e smettiamo di guardare indietro.
Ormai in Italia se dici reggae dici queste cose qui, ballabilissime, piene di energia, mischiate abbastanza con l’elettronica per poter piacere un po’ a tutti e far muovere un po’ a tutti il culo, che siano in una discoteca con il colletto della camicia tirato su, sulla spiaggia in costume o in canotta e pantaloni larghi in un centro sociale.

La massificazione della musica giamaicana passa necessariamente dai vocoder, dalle ritmiche un po’ sempre uguali, dal Patwa per cercare soluzioni metriche nuove, e a volte produce risultati interessanti.
I Quartiere Coffee, con “Vibratown”, ci mostrano il buono che ci può essere in tutto questo, facendo uscire un album che coinvolge dall’inizio alla fine, esplode letteralmente da “1St Round” in poi e si avvolge su se stesso chiudendo con la lentezza ipnotica di “Sweet Aroma”, il tutto in meno di un’ora che passa come se fossero cinque minuti. Se qualcosa di buono si deve cercare, in questa sbornia per la dancehall, forse si può trovare qui.

Francesca Stella Riva

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