[R’nB] Whitney Houston – I Look To You (2009)

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    Million Dollar Bill – Nothin’ But Love – Call You Tonight – I Look To You – Like I Never Left (Re-recorded) – A Song For You – A Song For You – I Didn’t Know My Own Strenght (New Version) – Worth It – For The Lovers – I Got You –

 

 

Million Dollar Bill – Nothin’ But Love – Call You Tonight – I Look To You – Like I Never Left (Re-recorded) – A Song For You – A Song For You – I Didn’t Know My Own Strenght (New Version) – Worth It – For The Lovers – I Got You – Salute

http://www.whitneyhouston.com/
http://www.sonybmg.it/

E’ bello che questo disco sia uscito. Punto. E’ difficile essere imparziali, visto tutto quello che è successo. Bello che una delle dive più grandi di tutti i tempi sia riuscita ad uscire dal tunnel della droga e fare di nuovo musica, e bella è stata anche la risposta entusiasta dei fans al suo ritorno sulle scene.

Ad essere sinceri, tutto questo permette di chiudere un occhio su un disco che non è certo eccezionale, ma si lascia ascoltare. Forse la casa discografica non ha avuto il coraggio di investire parecchio nel suo ritorno, ma il risultato non è disprezzabile. Whitney e il suo R&B si bilanciano, come al solito, su pezzi più pop e ballabili e lenti in stile più classico.
Non cerca uno stravolgimento moderno del suo sound, anzi con l’aiuto di un paio di giovani permette di fare la differenza. Alicia Keys ha scritto per lei ‘Million Dollar Bill’ il singolo trainante perfetto sia per i club che per le classifiche, mentre Akon scrive e duetta con lei in ‘Like I Never Felt’, uno tra gli episodi migliori del disco. Per il resto, buoni pezzi sia dal versante dance (‘Nothin’ But Love’, ‘For The Lovers’) che da quello melodico (‘I Look To You’, I Didn’t Know My Own Strenght’) più qualche filler. Delude un po’ il fatto che il cd non contenga praticamente alcun riferimento autobiografico sul periodo difficile dell’artista: forse ai fans sarebbe piaciuta una Whitney più disposta ad aprirsi con loro. Un altro punto negativo sul giudizio sull’album è la voce stessa della diva: che sia scelta stilistica, anni che passano o quanto altro, a livello vocale è decisamente il suo lavoro più ‘semplice’. Per carità, Whitney non canta certamente ‘male’: è indiscutibile però come il registro si sia abbassato, siano diminuiti gli episodi in cui tiene le note a lungo e della pura potenza c’è solo un vago ricordo.

Comunque una gioia per tutti i fans (così come il sapere di rivederla di nuovo in tour), un disco di discreto R&B per tutti gli altri.

Marco Brambilla

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