[Rock] Bruce Springsteen – Magic (2007)

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Radio Nowhere – You’ll Be Comin’ Down – Livin’ in the Future – Your Own Worst Enemy – Gypsy Biker – Girls in Their Summer Clothes – I’ll Work for Your Love – Magic – Last to Die – Long Walk Home – Devil’s Arcade. http://www.brucespringsteen.net/http://www.columbiarecords.com/ Undici tracce più una fantasma per confermare l’assioma secondo


Radio Nowhere – You’ll Be Comin’ Down – Livin’ in the Future – Your Own Worst Enemy – Gypsy Biker – Girls in Their Summer Clothes – I’ll Work for Your Love – Magic – Last to Die – Long Walk Home – Devil’s Arcade.

http://www.brucespringsteen.net/
http://www.columbiarecords.com/

Undici tracce più una fantasma per confermare l’assioma secondo cui Springsteen è la dimostrazione tangibile dell’esistenza del Divino. Nient’altro se non l’appellarmi al metafisico può infatti spiegare la grandezza di un artista che dal 2005 ha concepito tre album: il primo acustico, il secondo folk ed il terzo, all’età di 56 anni, di puro rock come non ne componeva dai tempi di “The River” o “Born In The USA”. I paragoni potranno sembrare esagerati, ma non sentivo pezzi del genere dall’uscita di “Tracks”, che oltretutto presentava brani inediti ma scritti in trent’anni di carriera. Se infatti a livello di liriche nulla di negativo si può, né si potrà mai dire di Springsteen, va detto che la vena prettamente rock del Boss si era invece un po’ persa col tempo, anche se l’ottimo “The Rising” presentava più di un pezzo alla vecchia maniera; ritrovarci oggi in mano un album del genere è quindi folgorante.
Landau, storico produttore del Nostro, aveva sentito il bisogno di presentare la release come qualcosa di stupefacente e le sue parole oggi risuonano come una verità assoluta, confusa forse per la solita pubblicità che accompagna uscite di questo calibro.

Per trovare una opener come “Radio Nowhere” dobbiamo andare indietro di parecchio tempo, forse fino ai primi anni ’90 di “Better Days”: chitarre in grande evidenza per quello che può considerarsi il manifesto dell’intero disco. Dopo “You’ll Be Comin’ Down” e “Livin’ in the Future” (a mio parere il pezzo migliore) si potrebbe già parlare di capolavoro assoluto, ma è nella sua interezza fatta di storie di disagio e difficoltà, come anche di speranza e gioia di vivere, che l’opera raggiunge la piena completezza.
La E-Street Band al completo è protagonista di una prova maiuscola e dimostra, per quei pochi folli che ancora non l’hanno capito, di essere l’unico gruppo in grado di far rendere al massimo della loro potenzialità i pezzi del singer. Oggi come trent’anni fa Bruce Springsteen rappresenta l’America. Logicamente non quella di Bush.

L.G.

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