[Rock] Le Vibrazioni – Le Strade Del Tempo (2010)

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http://www.vibraland.ithttp://www.sonybmg.it Ultima produzione in casa Le Vibrazioni. Il quartetto milanese si presenta puntuale all’appuntamento con “Le Strade Del Tempo”, un lavoro che dimostra un impegno certosino nella ricerca delle sonorità e degli arrangiamenti. Il disco risente fortemente dell’ “atmosfera da Officine Meccaniche” già presente nel precedente album che ne riporta il nome. Quest’aria d’altri tempi,


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Ultima produzione in casa Le Vibrazioni. Il quartetto milanese si presenta puntuale all’appuntamento con “Le Strade Del Tempo”, un lavoro che dimostra un impegno certosino nella ricerca delle sonorità e degli arrangiamenti.

Il disco risente fortemente dell’ “atmosfera da Officine Meccaniche” già presente nel precedente album che ne riporta il nome. Quest’aria d’altri tempi, la registrazione in analogico, quella patina un po’ vintage Le Vibrazioni se la portano dietro e, poco a poco, ne stanno facendo sempre più un marchio di fabbrica. Niente di nuovo o di particolarmente sofisticato, ma la sostanza c’è e viene evitata con arte la deriva cicisbea che rischia di privare della giusta virilità il mood rock and roll, aiutato anche da un intenso lavoro di comparazione con recenti produzioni d’oltre manica come quelle degli Arctic Monkeys.

La produzione di Marco Trentacoste è realtà nuova per il gruppo, ma un’assodata amicizia che dura dagli albori della carriera consegna al pubblico un lavoro equilibrato ed emancipato dal rischio di facili compromessi in nome della vendita. Ed è lo stesso Marco Trentacoste che va a colmare il vuoto lasciato da Marco “garrincha” Castellani al basso.

L’orizzonte onirico al quale sono ispirati la maggior parte dei testi rischia di stancare a lungo andare, tenendo conto anche del fatto che non stiamo parlando di un’opera prima, ma di un gruppo presente sulla scena musicale da quasi un decennio. Sicuramente genuine le intenzioni di colui che ne scrive la maggior parte, parliamo di Francesco Sarcina, ma se in tutte le positività di un album che tra quelli prodotti in Italia suona come pochi altri, dovessimo trovare una pecca o comunque un aspetto criticabile, la nostra attenzione ricadrebbe sul dato testuale: questo involontariamente invischia la percezione e la visione che si ha della band, paludata in questi anni ’70 che, per quanto importanti, appartengono a un passato che comincia ad essere lontano e poco comprensibile.

Nonostante ciò Le Vibrazioni non stancano e alla quinta opera sembra che abbiano ancora qualcosa da dire, da raccontare.

Grazie a Francesco Casati

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