[Alternative Rock] The Verve – Fourth (2008)

/5
Sit And Wonder – Love Is Noise – Rather Be – Judas – Numbness – I See Houses – Noise Epic – Valium Skies – Columbo – Appalachian Springs http://www.theverve.co.uk/http://www.parlophone.co/uk/ In questi ultimi undici anni abbiamo amato ricordare i Verve cosi: un  Richard Ashcroft giovanissimo che sulle note di “Bitter sweet simphony” marcia diritto e

Sit And Wonder – Love Is Noise – Rather Be – Judas – Numbness – I See Houses – Noise Epic – Valium Skies – Columbo – Appalachian Springs

http://www.theverve.co.uk/
http://www.parlophone.co/uk/

In questi ultimi undici anni abbiamo amato ricordare i Verve cosi: un  Richard Ashcroft giovanissimo che sulle note di “Bitter sweet simphony” marcia diritto e incazzato in una strada di periferia. Quanto ci piaceva quell’immagine da ragazzo tormentato cosi rock’ n’ roll, quello spirito da ribelle con la giacca strappata, gli anfibi e le occhiaie scure a segnargli il viso.
So 90s.
Ora, dopo due album da solista che ci hanno lasciati con l’amaro in bocca, Richard torna nelle vesti di leader del gruppo. Aspettative a mille ovviamente.
Il primo singolo tratto dall’album “Love is noise” è spaventosamente Bono voxiano, buono l’arrangiamento, mediocre il ritornello. Ma il pezzo tiene. Ashcroft è tornato al suo splendore (e alla giacca di pelle) e non ci pare vero.

L’album comunque si rivela essere un bel minestrone: bella “Sit and wonder” grazie al mix di rock e industrial che fa molto underground, “Colombo” e “Mover” lasciano invece perplessi, a metà tra u2 e Radiohead. Numbness poi sembra un pezzo dei Pink Floyd.
Insomma, non si tratta esattamente dell’album che ti sconvolge. Troppa confusione per una band che sembra aver perso verve (!) e stile alla ricerca di una nuova identità che purtroppo non ha ancora trovato. Per nostalgici.

Valentina Lonati

 

Condividi.