[Rock/Leggera] Il meglio dei meglio? (2006)

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Lo ammetto: odio profondamente i greatest hits, in particolar quelli pubblicati nel periodo natalizio. Non per partito preso o per aggregazione alla massa, ma per alcuni validi motivi. Innanzitutto non è detto che le canzoni che hanno venduto di più siano anche le più belle: spesso gli album nascondono preziose gemme che non verranno mai

Lo ammetto: odio profondamente i greatest hits, in particolar quelli pubblicati nel periodo natalizio. Non per partito preso o per aggregazione alla massa, ma per alcuni validi motivi. Innanzitutto non è detto che le canzoni che hanno venduto di più siano anche le più belle: spesso gli album nascondono preziose gemme che non verranno mai pubblicate come singoli e non verranno mai passate dalle radio. Conoscere 20-30 pezzi di un gruppo che ha alle spalle decine di anni di storia è riduttivo e svilente per il gruppo stesso e per chi lo ascolta…A dimostrazione di ciò, molti dei “best of” pubblicati nella storia della musica sono stati prodotti contro il volere degli artisti in questione.

Alcuni anche dalle case discografiche “abbandonate” anzi tempo e con un seguito di cause che spesso sono durate decenni. Come vedremo, non mancano le eccezioni ed è pur vero che non sempre è possibile comprare l’intera discografia di un gruppo, figuriamoci di tutti quelli che vorremmo ascoltare… Di conseguenza, in qualche caso, il ricorso alle “raccoltone” può venire in aiuto, ma sempre in vista di un ascolto più attento.

Se negli anni scorsi questo tipo di pubblicazioni riguardava maggiormente il mercato internazionale, questo 2006 ha visto triplicare le uscite degli artisti dei nostro paese. I nomi sono tutti pezzi da novanta: Vasco, De Andrè, Dalla, Renato Zero, Celentano, De Gregori e Ligabue. Il gotha della musica nostrana.
Iniziamo da Vasco nazionale. Ma che bisogno c’era di far uscire sul mercato un triplo album della Platinum Collection dedicato ad un artista che negli ultimi 2 – 3 anni ha avuto più raccolte di chiunque altro artista in Europa? Be’, capiamo la casa discografica, il disco è schizzato nelle prime posizioni della classifica, ma non era proprio il Blasco a vantarsi di aver fatto la prima raccolta voluta da lui con Tracks pochi anni fa? L’espediente di dividere la raccolta in Live, Rock e Ballate non salva un mero prodotto commerciale che nulla aggiunge alla discografia del nostro. Discorso diverso riguarda i pezzi: impossibile parlare male di canzoni come “Sally”, “Gli Spari Sopra” o “Siamo Solo Noi”, giusto per citarne tre.

Il discorso cambia un po’, anzi quasi radicalmente per “In Direzione Ostinata E Contraria 2“, seconda raccolta dedicata a Fabrizio De Andrè e curata, come il primo volume, dalla moglie Dori Grezzi. Innanzitutto Dori è una garanzia assoluta di anti speculazione. Poteva fare più soldi dal 1998 che quando il Faber era ancora tra noi, ma si è sempre dimostrata totalmente estranea ad ogni tipo di sfruttamento dell’immagine del suo compagno di vita. Come per il volume 1, ha svolto un lavoro certosino andando a ritrovare i master originali, facendoci così ascoltare i pezzi così come li aveva concepiti in origine De Andrè. Sono certo che un volume 3 non vedrà mai la luce.

Per Lucio Dalla, Renato Zero e Claudio Baglioni (presente addirittura con un proprio best ed uno in cui canta il meglio degli altri…)  il discorso può essere più o meno simile. Le raccolte sono molto esaustive, ben strutturate e presentano qualche inedito, nessuno dei quali banale. Trovo tuttavia il mezzuccio di inserire un paio di inediti in tali raccolte uno degli espedienti più subdoli delle case discografiche, che “costringe” i fan, soprattutto i completisti, ad una spesa che altrimenti non compierebbero. Lo so, molti di voi diranno: “Ma ci sono tutte le più belle” ed è proprio perché non credo a questo che non riesco ad elogiare album stracolmi di pezzi stupendi. Speriamo piuttosto e lottiamo davvero affinché i prezzi dell’intera discografia di questi artisti calino e ci permetta di godere davvero della cosa che più amiamo.

Tra quelle che ritengo pressoché inutili, cito “Tra un manifesto e lo specchio“, dedicato a De Gregori e “Unicamente Celentano“: due raccolte che non hanno nulla a che vedere se non con il denaro, banali (perché uscite già in altre mille versioni) e dimostrazione del fatto che oggi si punta non solo sul vecchio, ma sul vecchio già edito.

Un breve cenno finale merita un prodotto che si discosta un po’ dai precedenti, se non altro per il fatto di essere su un supporto diverso dal cd: sto parlando del “Nome e Cognome Tour 2006“, cofanetto composto da 5 dvd di Luciano Ligabue. Il Liga ha voluto raccogliere tutte le diverse forme del tour appena conclusosi, che ha visto il rocker solcare i palchi di Stadi, Palasport e Teatri. Quasi dieci ore di musica per un gran bel regalo da fare e da farsi, chiaramente però solo per estimatori.

L.G.

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