Sigur Ros Valtari

Recensito da Giuseppe Guidotti il 10 lug 2012

Sigur Ros Valtari Recensione
Sigur Ros
  • Finalmente, dopo quattro anni di attesa, i fan degli islandesi Sigur Ros possono riassaporare il gusto di aver fra le [...]
  • Outune Attitude:
  • 3.5/5
  • Genere: Ambient/Pop
  • Anno: 2012
  • EMI
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  • Finalmente, dopo quattro anni di attesa, i fan degli islandesi Sigur Ros possono riassaporare il gusto di aver fra le mani (e nei loro stereo) un nuovo album d’inediti da parte dei loro beniamini. Da quando, nel 1997, si è presentato sul palcoscenico mondiale, questo gruppo ha saputo fare innamorare milioni di ragazzi grazie alla sua musica così unica ed onirica. Il nuovo lavoro è difficile da spiegare; il processo compositivo, e questi quattro anni di attesa ne solo la prova, non è stato semplice. La continuità con il precedente “Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust” è stata spezzata, tuttavia non stiamo parlando di un passo indietro. Piuttosto, si rimane immobili. La sensazione che si avverte durante tutto l’ascolto è quella di una pausa. I tempi e le atmosfere sono dilatati all’ennesima potenza, si avverte qualche spiraglio dei primi album o degli ultimi lavori solisti di Jonsi, ma sarebbe limitativo descrivere “Valtari” solo in base a queste piccole influenze. Sono otto tracce da ascoltare inanellate l’una all’altra, perdendosi all’interno del mondo sonoro da esse ricostruito. Le chitarre e le percussioni sono quasi del tutto assenti in questo viaggio.

    È un lasciarsi cullare continuo come mai prima d’ora. Nell’immobilità non mancano momenti di improvvise salite, meno che in precedenza ma comunque emotivamente forti, come in “Ekki Mùkk”, “Varùð”o nella splendida “Rembihnútur”, caratterizzata da un continuo crescendo. La seconda parte del disco rimane quella più eterea; “Fjögur Píanó” chiude l’opera con uno dei brani più belli a mio avviso, una canzone intima che si regge sul pianoforte. Da sottolineare anche il video clip stupendo con uno Shia LaBeouf in versione inedita. Non so dire se questo sesto album possa segnare un passo in avanti o rappresentare un salto all’indietro per la band; è sicuramente un’esperienza sonora ed emotiva che non può lasciare deluso l’ascoltatore.

    Giuseppe Guidotti


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    Voto: 3.5 / 5
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