[Soft Rock] Snow Patrol – A Hundred Million Suns

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[Soft Rock] Snow Patrol – A Hundred Million Suns (2008) If There’s A Rocket Tie Me To It – Crack The Shutters – Take Back The City – Lifeboats – The Golden Floor – Please Just Take These Photos From My Hands – Set Down Your Glass – The Planets Bend Between Us – Engines

[Soft Rock] Snow Patrol – A Hundred Million Suns (2008)

If There’s A Rocket Tie Me To It – Crack The Shutters – Take Back The City – Lifeboats – The Golden Floor – Please Just Take These Photos From My Hands – Set Down Your Glass – The Planets Bend Between Us – Engines – Disaster Button – The Lightining Strikes: (i) What If Storm Ends? (ii) Sunlight Through The Flags (iii) Daybreak

http://www.snowpatrol.com/
http://www.universalmusic.it/

Certi generi musicali nascono che quasi neanche te ne accorgi, ti giri un attimo e proliferano come funghi. Certe band nascono come indie e si ritrovano…come dire? Soft rock?
A quelli di Wikipedia piace il termine power pop: rock tranquillo e con un’aria più intellettuale della media, che fa tanto scena se messo al punto giusto durante un telefilm di successo. E’ il caso degli Snow Patrol, che con il nuovo A Hundred Million Suns cercano di bissare il successo di Eyes Open, disco più venduto del 2006 in Inghilterra e che ha permesso loro di accompagnare in tour gli U2.

Le sonorità del gruppo scozzese non sono cambiate, è rimasto pure lo stesso produttore Jacknife Lee, si è solo cercato di dare un po’ più di energia a qualche pezzo. Il problema del disco, ma un po’ di tutto questo genere musicale, è l’assoluta indifferenza dei brani. Si può far partire il cd in qualsiasi punto che tanto si ottiene la stessa formula: ci capita una traccia buona per leggerci un libro sul divano (come ‘Lifeboats’, ‘The Golden Floor’, ‘Set Down Your Glass’ e ‘The Planets Bend Between Us’) e poi quella più ritmata, con le chitarre che crescono e la linea melodica vocale che cerca di entrarci con educazione in testa.
Me mediamente i pezzi sono tutti assolutamente intercambiabili, quindi anche se il trittico di apertura ha un certo brio (ci sono dentro i due singoli ‘Crack The Shutters’ e ‘Take Back The City’) non dice niente di diverso rispetto ad una ‘Please Just Take…’ o ‘Disaster Button’. Insomma, il disco in sé trasmette davvero molto poco, è solo una collezione di due tipologie di canzoni (soft rok e soft e basta) che se capitano nello shuffle e ce le teniamo di sottofondo non danno fastidio, ma che non fanno certo girare la testa.
Finto rock pettinatissimo per inglesi.

Marco Brambilla

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